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Dissesto. All'appello mancano 35 milioni

Riequilibrio dei conti, no dei revisori
Ora il Comune deve correre ai ripari


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comune, palermo, revisori dei conti, Cronaca, Palermo
I revisori dei conti danno parere negativo al riequilibrio dei conti e il Comune di Palermo deve correre ai ripari per evitare il crac. E’ stata una mattinata convulsa, a Palazzo delle Aquile, dove il commissario ad acta per il riequilibrio, Giuseppe Terranova, ha comunicato alla conferenza dei capigruppo il parere non favorevole del collegio dei revisori alla delibera di riequilibrio di bilancio, certificato lo scorso 30 settembre dal ragioniere generale.

Infatti, mancano all’appello 35 milioni di euro di entrate: dieci che sarebbero dovuti provenire dagli utili delle società partecipate e 25 dalla vendita di azioni delle stesse. Non un fulmine a ciel sereno, visto che proprio i revisori, nel parere dato il 13 giugno scorso al bilancio di previsione, avevano messo nero su bianco tutte le proprie perplessità. “Tale previsione – scrivevano i revisori a proposito degli utili delle aziende ex municipalizzate - non risulta sufficientemente supportata, anzi appare difficilmente realizzabile”. Ed erano stati ancora più duri in riferimento ai 25 milioni delle dismissioni, un’entrata che “non risulta essere comprovata anche per l’assenza, già in precedenza evidenziata, dei preconsuntivi 2010 delle società partecipate – si legge nel parere - o di valutazioni che ne possano confortare la previsione. Non si può sottacere che ad oggi non risultano avviate alcuna delle attività da porre in essere consistenti nella selezione del socio mediante procedure competitive ad evidenza pubblica”. Perplessità tanto gravi da spingere i revisori a dare parere favorevole “previa adozione delle misure correttive”. Misure correttive che, però, non sono mai arrivate.

C’è da dire, inoltre, che gli utili delle aziende, che nel 2009 ammontavano a 5,4 milioni, nel 2010 non sono mai arrivati sebbene il comune ne avesse previsti dieci e nel 2011, nonostante il precedente, ne sono stati previsti comunque altri dieci. Per il 2012 e il 2013 sono stati calcolati altri 50 milioni di proventi dalle dismissioni delle azioni che, visto quanto sta accadendo, potrebbero essere in forse. Il ragioniere, a fine settembre, aveva certificato l’equilibrio dei conti ma, nel frattempo, ci si è resi conto che quei soldi non sarebbero mai arrivati e che sono stati spesi otto milioni in più per debiti fuori bilancio.

Soldi che sarebbero dovuti servire per la spesa corrente e gli investimenti e che adesso andranno tagliati. Nel pomeriggio si terrà un nuovo summit alla presenza dei revisori, del segretario generale, del ragioniere, del commissario e della presidenza di Sala delle Lapidi per individuare una soluzione. L’equilibrio dei conti, infatti, è tanto indispensabile da poter provocare, in extrema ratio, anche lo scioglimento del consiglio e va approvato.  Due le ipotesi in campo, visto che sembra essere stata scartata a priori quella di un assestamento votato dall’Aula per il quale non ci sarebbe la convergenza politica: una delibera completamente nuova o un emendamento tecnico all’attuale, nella speranza di poter accorciare i tempi.