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Allo sportello unico

Trasferito l'impiegato "chiacchierato"
La rabbia dei colleghi: "Siamo onesti"


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rosario, sportello unico, torrasi, Cronaca, Palermo
L'atmosfera è febbrile nei corridoi di via La Malfa, tra la reticenza dei colleghi che non vogliono rilasciare dichiarazioni sul geometra da oggi agli arresti domiciliari, e le voci di chi si lascia scappare solo che
Rosario Torrasi (nella foto) era già un uomo "un po' chiacchierato tra i colleghi". Ma è alla notizia dell'affermazione del procuratore aggiunto Leonardo Agueci sullo Sportello unico, “come sportello della corruzione”, che i dirigenti saltano letteralmente dalla sedia . “E' un'affermazione gravissima. Sono sgomento”, dice a caldo il funzionario amministrativo Paolo Di Matteo, prima di riunirsi con i vertici e con l'Assessore.

“Nel gennaio 2010, su sua richiesta, Rosario Torrasi, è stato trasferito al settore Verde e territorio, servizio Protezione civile Edilizia pericolante - spiega Di Matteo- così abbiamo provveduto a mandare il suo fascicolo a questo settore. Poi non so se è stato ulteriormente trasferito. A livello personale e lavorativo non ho nulla da ridire, non avevamo lamentele sotto il profilo della produttività del collega, e ci auguriamo che, visto che ancora le indagini in corso possano concludersi con la verifica dell'insussistenza delle accuse”.

Il geometra Torrasi, 58 anni, dal '90 dipendente comunale, si occupava dei sopralluoghi e accertamenti di carattere tecnico sulle attività commerciali su aree pubbliche, cioè, come spiega Di Matteo, si occupava soprattutto dei sopralluoghi per le richieste di gazebo e mercatini. “Molte volte però ha chiesto il trasferimenti ad altri servizi del Comune, faceva, diciamo, 'entra ed esci'- dice. L'ultimo periodo di lavoro prestato qui è stato dal 2004 al 2010. Poi, all'indomani della notizia del procedimento penale sui suoi confronti, di nuovo l'ultimo trasferimento”.

“Ci dispiace che tutto questi getti grande discredito su tutto l'ufficio, dove ci sono tante persone oneste. Per esempio da poco la Procura ha verificato la regolarità delle nostre procedure sull'autorizzazioni dei centri commerciali e non ha avuto nulla da ridire. Mi auguro che venga considerato un fatto isolato”: conclude.