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LE DUE IMBARCAZIONI SCORTATE VERSO MISURATA

Pescherecci fermati dai libici
Cristaldi: "Si rischiano nuove tensioni"


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libia, pescherecci, sequestro, Cronaca, Siracusa, Trapani
Due pescherecci italiani, "Asia" e "Astra", secondo le prime informazioni in possesso del comando generale delle Capitanerie di porto, sarebbero stati 'fermati' dalle autorita' libiche mentre erano intenti nelle attivita' di pesca. I due motopesca sono uno di Mazara del Vallo e l'altro di Siracusa. In questo momento i due pescherecci sono scortati dalle autorità libiche verso il porto di Misurata e si sono interrotte le comunicazioni radio.

Secondo le prime informazioni, sull'Asia ci sarebbero cinque italiani, mentre sull'Astra quattro italiani e tre tunisini. L'equipaggio sarebbe in buone condizioni di salute. La Farnesina rende noto che, su istruzioni del Ministro degli Esteri, Giulio Terzi, "la rappresentanza diplomatica a Tripoli ha immediatamente preso contatto ad adeguato livello con i competenti interlocutori libici al fine di promuovere la positiva soluzione della vicenda. L'Ambasciata - scrive in una nota la Fernesina - sta altresì prestando la necessaria assistenza all'equipaggio del peschereccio, con il quale si mantiene in costante contatto".

“Non si tratta di un sequestro – dice il sindaco di Mazara del Vallo Nicolò Cristaldi a Livesicilia - ma è solo un fermo simile a quello eseguito per il peschereccio Twenty-two. Ci auguriamo che anche questo episodio si concluda positivamente. Ovviamente, tutto ciò crea un clima di sfiducia verso la nuova Libia, avevamo interpretato la liberazione dell’ultima imbarcazione come un’apertura al dialogo, invece c’è il rischio di una nuova tensione. Se non si interviene immediatamente, temiamo che i sequestri si ripetano. Stiamo seguendo la vicenda, non sappiamo se i pescherecci sono già arrivati a Misurata. Non abbiamo notizie certe sul tipo di accusa che formuleranno. Mi auguro che si instauri tavolo bilaterale fra i due Paesi che risolva la questione definitivamente”.

Il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, è in contatto con l'unità di crisi del ministero degli Esteri per seguire, in tempo reale, l'evoluzione della situazione. "Chiediamo che equipaggi e natanti siano prontamente liberati - ha affermato Lombardo - e confidiamo che il tempestivo intervento dell'esecutivo nazionale possa portare ad una rapida soluzione della vicenda. Esprimo, anche a nome dell'intero governo siciliano, piena solidarietà ai familiari dei marittimi, ai quali ci sentiamo vicini in queste ore di attesa e di trepidazione".