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LE REAZIONI ALLA CHIUSURA DELLO STABILIMENTO

Le voci sulla Fiat:
"I clienti sono colpiti"



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Termini protesta, qualcuno risponde (guarda il video). Non c'è solo indifferenza nella vicenda della Fiat di Termini Imerese che chiude. Un giro con la telecamera in strada, dalle parti delle concessionarie di Palermo. Voci sparse, solidali, anche arrabbiate. Un signore si ferma. Ci riflette. Dice: “Sono persone che hanno bisogno di lavorare, che hanno famiglia e debiti. Se le famiglie non vengono messe in condizione di vivere non sarà certo una cosa positiva. C'è una crisi abbastanza spinta. Speriamo siano vere le voci che girano sulla sostituzione della Fiat con un'altra azienda”, l'unica cosa a cui si fa appello è la probabile apertura della Dr Motors a cui forse verranno cedute le chiavi dello stabilimento a partire da gennaio 2012 così da riassumere, almeno parzialmente, i lavoratori licenziati dalla Fiat.

“Il cliente per ora è un po' spaventato, colpito da questa situazione che oggi colpevolizza il marchio come se volesse scappare dalla Sicilia”, spiega Salvatore Casamirra, responsabile commerciale Nuova SicilAuto, concessionaria di Palermo. “Termini Imerese purtroppo paga il conto di determinate infrastrutture che in Sicilia fino ad oggi non sono mai state completate, richieste da Fiat ma mai accolte in verità, per cui c'è stato un andamento generale dei costi molto esorbitanti che oggi purtroppo il mercato non consenta più di assorbire, là è un discorso politico più che altro, non penso che la Fiat abbia delle colpe particolari”. Di chi sia la colpa, purtroppo, è l'ultimo dei problemi.