Live Sicilia

L'assessore contestato

Russo, la violenza e Mistretta



, Cronaca, Palermo
A un certo punto, uno che fa il mio mestiere si chiede: è possibile non condividere quasi nulla di ciò che Massimo Russo organizza, ma trovare incivile, oscena e ripugnante la violenza e pretendere che il medesimo non sia quasi linciato da una piazza inferocita? Perché, voi come chiamereste il cartone lanciato in faccia all'assessore, la pressione della folla vociante, i pugni sulla macchina? Chiamatela violenzuccia, se volete. Violenzina, violenzetta... Usate il vezzeggiativo che vi aggrada. Il prodotto non muta. Siamo su un piano inclinato e pericolosissimo se derubrichiamo le scene di Mistretta alla voce "protesta civile". E' stata una protesta sicuramente esplosa per ragioni legittime, anzi condivisibili. Tuttavia, il paradigma di civiltà allude ad altre forme di contestazione.

Sì, siamo su una superficie inclinatissima. C'è la crisi. C'è un governo che non piace a tanti. Ci sono popolazioni, come quella di Mistetta, che si sentono esposte al vento della sorte. Siamo d'accordo: non si gioca con la pelle e la salute dei cittadini. Tuttavia,  il principio è inderogabile e non negoziabile. Ogni atto di aggressione fisica mortifica i fondamenti stessi di una rivendicazione. Criticare Massimo Russo, su carta, sul web, o per verba, rientra nella casistica delle libertà garantite dalla Costituzione. Non è esattamente come lanciargli un cartone sul viso. Vogliamo intavolare un dibattito tecnico - aggettivo assai di moda - sul peso specifico del cartone per stabilire da quanti grammi in poi sia pericoloso per l'incolumità? Non prendiamoci in giro, per piacere. A Mistretta si sono consumate scene brutte che dovrebbero indurre a una riflessione più lucida. Di cui - ahinoi - al momento non c'è traccia.