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CONCLUSA LA TRATTATIVA SULLO STABILIMENTO

Termini, la Fiat lascia il posto a Dr


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dr, fiat, termini imerese, Economia, Palermo
È fatta. Termini Imerese, dopo 41 anni, non parlerà più piemontese ma molisano. A produrre auto dal 1 gennaio 2012 nello stabilimento siciliano sarà infatti Dr Motor. Il via libera, arrivato con la firma dell'intesa tra l'azienda di Massimo Di Risio e i sindacati, chiude così, dopo due anni, il capitolo sulla riconversione industriale dello stabilimento siciliano aperto nel 2009 quando Fiat annunciò la decisione di chiudere l'impianto. Un accordo che ha tanto il sapore della mancanza d'alternativa, visto che dopo due anni di ricerche e trattative, tra dietro front più o meno volontari, sul tavolo di Invitalia era rimasta un'unica offerta capace di garantire una continuità nel settore delle quattro ruote, quella di Dr Motors. Che fare, quindi? Accettare, of course. Soprattutto dal momento che Fiat non ha mai dato cenno di ripensamento. Anzi. Ha anticipato l'interruzione della produzione, confermando l'addio alla Sicilia per fine anno.

Porte aperte, dunque, al piano presentato da Dr Motor che prevede la produzione di 60 mila vetture annue a regime nel 2017, investimenti per 110 milioni di euro e un'occupazione di 1.312 lavoratori. Dr utilizzerà gli impianti di Fiat già esistenti e utilizzerà i fornitori della zona, a garanzia dunque delle aziende dell'indotto.

Fin qui tutto regolare. Se non fosse che, come pubblicato sul mensile “S” qualche mese fa, gli attuali numeri di Dr lasciano un po' perplessi sugli obiettivi da raggiungere. E vediamo perché. L'azienda molisana assembla oggi tre prodotti del partner cinese Chery: il Suv compatto Dr5, la più piccola Dr2 e la citycar Dr1. Esemplari prodotti? Secondo l'Unrae, l'Unione nazionale rappresentanti autoveicoli esteri, il brand Dr nel primo semestre 2011 ha venduto in Italia 1.936 vetture con una quota di mercato dello 0,19%, mentre nel primo semestre 2010 aveva commercializzato 2.608 vetture. E se si confrontano i dati di vendita dei primi otto mesi del 2011, emerge l'immatricolazione di 2.326 unità rispetto alle 3.177 del 2010. Se questi sono i numeri come si pensa di arrivare nel 2016 all'obiettivo delle 60 mila vetture? E come se non bastasse, a turbare il sonno dei sindacati ci sono i numeri non proprio rosei dei bilanci Dr. Ma tant'è. Oggi è il tempo dei festeggiamenti. L'accordo siglato “è frutto della fattiva sinergia tra tutte le parti coinvolte nella trattativa, che hanno garantito in questi mesi un confronto costruttivo in un clima di piena collaborazione”, ha dichiarato Di Risio. Con questa intesa, aggiunge in una nota, “parte da oggi una nuova fase per Dr Automobiles Groupe, che si avvia verso un processo di rinnovamento volto a creare un nuovo assetto che, come previsto dal piano, ci permetterà di rispettare i tempi programmati e raccogliere le sfide future del mercato. Termini Imerese sancisce la nascita della nuova Dr che abbandona la vecchia dimensione di assemblatore e diventa costruttore di automobili totalmente made in Italy, di fatto il secondo costruttore italiano di automobili in grado di dare nuovo impulso al mondo del lavoro in Italia”.

Soddisfatti i sindacati (Fim, Fiom, Uilm, Ugl e Fismic) che hanno sottolineato “come con l'unità sindacale si ottengano grandi risultati”. Ora l'attenzione sarà focalizzata, dicono, sull'attuazione del piano industriale presentato e firmato dal patron dell'azienda molisana: “Finalmente realizziamo un'intesa che appariva complicata e difficile. Alla fine abbiamo ottenuto un risultato sia per i 640 lavoratori in esubero sia per il prosieguo industriale dell'area di Termini”.

Gli altri protagonisti
Per rilevare l’ex stabilimento Fiat, oltre alla Dr Motor sono state selezionate anche la Lima Group, azienda friulana che opera nel mercato delle protesi ortopediche di alta qualità ed elevata tecnologia; Newcoop, azienda piemontese che si occupa di piattaforme logistiche e di svuotamento e riempimento di container e silos; Medstudios che a Termini vorrebbe realizzare un polo cinematografico-tv, ideato da Massimiliano Fuksas per Einstein Multimedia; e Biogen, la nuova società costituita dalla Ricciarelli spa e da Mondopower, il cui progetto prevede la realizzazione di un impianto per la produzione di energia da fonti rinnovabili.