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Il punto

Il pasticciaccio brutto
delle primarie di Palermo


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speciale palermo 2012, Cronaca, Palermo
Ricapitoliamo la Dallas delle candidature a Palermo, vista dal centrosinistra. Il Pd candida la signora Borsellino, dopo una corte spietata. Poi scopre che con Rita Borsellino salta l'accordo con Raffaele Lombarda e tutto l'oro della sua dote elettorale (lo stesso Raffaele Lombardo che esce con tratti abbastanza inquietanti dalle carte dei pm di Catania, nulla da sottolineare a proposito, compagni?). Giuseppe Lupo abbozza. Una fetta del Pd vuole le primarie. Un'altra pensa alle alleanze. Giuseppe Lupo media. Una quota del Pd vuole mandare Rita Borsellino a cantare in un un altro cortile. L'altra pure. Giuseppe Lupo sdrammatizza. Il tavolo delle primarie si risolve in un rito cannibale a metà tra l'assalto alla baionetta e la riunione di condominio di Fantozzi. Giuseppe Lupo suda freddo. Nel frattempo, dagli incontri romani, piombano resoconti energizzanti. Strette di mano, gomitini reciproci, ganascini affettuosi. Ditate negli occhi e calci nelle gengive con forsennate rincorse di quindici metri? Nel comunicato di prammatica niente si scrive a riguardo.

Dalla cantina in cui il centrosinistra apparecchia i propri conflitti, che ormai non possono essere celati nemmeno al piano superiore, arriva un sordo brontolio, un'eco funesta, una campana a morto. Nel momento in cui quella classe dirigente dovrebbe serrare i ranghi per proporre un'alternativa politica credibile, ecco che la sintesi va in frantumi. Perché? Per orgoglio cieco e calcolo. Perché la tentazione di prendersi Palermo da soli è forte. Soli, senza rendere grazie agli alleati. Perché i signori del centrosinistra sono sicuri di vincere e  vorrebbero acchiappare la tunica di Cristo, prima dell'ora prescritta. E i programmi? E le parole utili in un momento drammatico? E le ricette per Palermo in ginocchio? Nei comunicati non c'è traccia alcuna. E, purtroppo, nemmeno altrove.