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Il presidente del Senato Schifani a Palermo

Schifani: "Monti, orizzonte limitato
Pensioni, i sindacati siano responsabili"


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palermo, renato schifani, Politica
"Coesione e coraggio" per evitare il rischio recessione. "Il modello europeo" da seguire per la riforma del sistema pensionistico, "ma anche le parti sociali dimostrino responsabilità, come hanno sempre fatto". A margine della lectio magistralis di oggi all'Ars, il presidente del Senato Renato Schifani affronta i nodi più stringenti della situazione politica ed economica nazionale. L'occasione della visita della seconda carica dello Stato nella "sua" Palermo, è offerta dalla seconda edizione della "Scuola di democrazia Piersanti Mattarella", che ha portato oggi a Sala d'Ercole cento amministratori locali "under 35". In Aula anche il presidente Francesco Cascio, l'ex presidente della Camera Luciano Violante e il coordinatore di Anci Giovani Giacomo D'Arrigo.

E' stato Cascio ad aprire la "speciale seduta", ricordando Piersanti Mattarella: "Ha lasciato a tutti noi una lezione morale di grande importanza in quanto si è reso pienamente e drammaticamente conto del peso che l'evoluzione dei rapporti di forza tra politica e mafia riveste per la crescita di una terra e in particolare della Sicilia".

Ma il momento centrale dell'evento è stato quello della lectio magistralis di Renato Schifani. Un discorso che, oltre a evidenziare l'importanza degli strumenti della democrazia, non ha evitato di affrontare temi di più stringente attualità. A cominciare dal futuro dell'attuale governo nazionale: "Il livello e l'importanza delle decisioni da prendere hanno indotto ad ampliare il sostegno parlamentare dell'azione di governo; di un governo tecnico che ha un orizzonte temporale chiaramente limitato e strettamente legato alle misure che dovrà adottare". Questo non vuol dire, però, precisa Schifani: "Che io intenda escludere affatto che la sua scadenza possa coincidere con la fine della legislatura".
Nel frattempo, nella fase finale di questa legislatura "che ha aperto un confronto interessante tra i partiti e nei partiti, i maggiori dei quali si ritrovano a sostenere insieme l'azione del governo, io credo - ha detto il presidente del Senato - che dobbiamo e possiamo sviluppare utilmente un dibattito sul futuro delle nostre forze politiche che le renda più coerenti con l'Europa, sia dal punto di vista dei programmi, sia dal punto di vista dell'organizzazione".
L'Italia, quindi, "potrà dare un contributo allo sviluppo dell'Unione europea se saprà articolare e organizzare il confronto politico interno avendo come riferimento le grandi famiglie politiche europee". Insomma, è sembrato un chiaro messaggio di "gradimento" al progetto di evoluzione del Pdl che potrà trasformarsi in un grande forza moderata, "specchio" del Partito popolare europeo. E comunque di un quadro politico che confermi il bipolarismo, ovvero quel sistema che consente oggi "ai cittadini non solo di definire la composizione degli organi rappresentativi, ma di scegliere anche la maggioranza e quindi il governo".

E a proposito di legge elettorale, Schifani ha definito un "atto formale", quello della Cassazione che ha dato il via libera al referndum: "Si è trattato - ha detto - di una verifica delle firme. La Consulta, a gennaio, entrerà nel merito verificando l'ammissibilità dei quesiti". E comunque, lo strumento del refendum "potrebbe riavvicinare i cittadini alla politica. Ma - ha aggiunto Schifani - vanno evitati abusi e il ricorso a richieste futili, magari alzando la soglia delle firme utili per la presentazione". In questo senso, ha voluto citare uno studio del Censis che dimostra come "solo un italiano su quattro ha fiducia nella politica. E' un dato allarmante".
Infine, un messaggio ai giovani amministratori presenti in Aula: "Voi siete il primo baluardo della legalità. Ricordatevi sempre che anche 'non prendere' o 'ritardare' le decisioni potrebbe finire per facilitare l'illegalità. Una democrazia sana - ha concluso - e la nostra lo è, va difesa ad ogni livello istituzionale e sopra ogni cosa".