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PALERMO

"Città per l'Uomo" in un libro


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, Cultura e Spettacolo, Le brevi, Palermo
Tra il 1987 e il 1990 Palermo visse una "primavera" politica improntata al cambiamento e al rigore morale. Fu un'esperienza intensa che lasciò tracce profonde. Quella storia, che ruota attorno al movimento cattolico "Città per l'Uomo", viene ricostruita da Fabrizio Lentini nel libro "La primavera breve" (Edizioni Paoline, 216 pagine, 22 euro). Il gruppo era nato nel 1980 in una Palermo scossa dall'uccisione del presidente della Regione, Piersanti Mattarella. Per la prima volta un movimento politico nato fuori dalla Dc si faceva interprete della necessità di trasformare il governo della città cambiando uomini e metodi. La linea era quella di privilegiare l'attenzione alla persona e non più gli interessi delle clientele di partito. L'approdo del nuovo cammino fu la formazione delle giunte "anomale" di Leoluca Orlando sostenute dal Pci. "La novità sostanziale della primavera era stato l'incontro tra il Palazzo e la società civile" scrive nella prefazione padre Bartolomeo Sorge che tra il 1985 e il 1996 diresse a Palermo il centro studi padre Arrupe. Il salto di qualità sarebbe stato possibile, secondo Sorge, "grazie soprattutto al contributo dei movimenti, i quali rifiutavano di configurarsi come partito e si proponevano invece di rappresentare in forma più immediata e dinamica le esigenze dei quartieri e della base sociale". La ricostruzione di quella stagione di fermenti e di speranze é arricchita, in appendice, dalle testimonianze di alcuni protagonisti come Nino Alongi, Sergio Mattarella, Leoluca Orlando, Raffaele Bonanni, Francesco Michele Stabile, Pino Toro. Il Pci-Pds dialogava con loro attraverso Luciano Violante che ricorda tra i temi della collaborazione la lotta alla mafia e alla corruzione politica.