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Costi e privilegi dei deputati

Li tagliamo o no?


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ars, tagli deputati, Palermo, Politica
La riduzione dei deputati dell'Ars sarà oggi al centro della discussione dell'Aula. Il ddl di riforma, che vede un'ampia convergenza, visto che tra i firmatari spuntano i nomi di tutti i capigruppo dei partiti in Assemblea, è infatti all'ordine del giorno della seduta odierna. Un disegno di legge breve, essenziale, che interverrà modificando lo Statuto del parlamento siciliano: il comma 1 dell'articolo 3, per la precisione, con la sostituzione della parola “novanta” con “settanta”. Un maquillage semplice, che ridurrà di venti unità la rappresentanza tra gli scranni di Sala d'Ercole.

Ma c'è già chi si spinge oltre. Chi pensa, insomma, che la riduzione dei parlamentari sia un atto necessario, quasi dovuto. Anche di fronte alla situazione economica nazionale che in qualche modo “suggerisce” prese di posizione di questo tipo. Ma il dimagrimento dell'Aula di Palazzo dei Normanni, secondo il deputato del Pd Giovanni Barbagallo, deve essere visto solo come un punto di partenza. I “capitoli” nei quali si dovrà cercare reali risparmi sono altri.
“Approvare il disegno di legge sulla riduzione del numero dei deputati regionali – ha detto Barbagallo - sarebbe un gesto di responsabilità e di buonsenso in una fase nella quale vengono chiesti sacrifici pesantissimi a tutti i cittadini. Questo provvedimento va approvato subito, ma – ha aggiunto - va inserito in un più ampio “pacchetto” di misure in grado di tagliare drasticamente costi non più sopportabili”.

E quali sono queste misure? Secondo il parlamentare democratico, infatti, è bene che l’Ars si adegui a quanto previsto al Senato sui vitalizi: sistema contributivo ed età minima per l’accesso alla pensione in linea con i nuovi parametri validi per tutti i cittadini. Un taglio drastico va fatto, poi, si legge nella nota di Barbagallo, sulle spese per viaggi e missioni dei deputati che incidono complessivamente per 1,4 milioni di euro, sul ricorso alle auto di servizio, sul personale addetto alle segreterie particolari dei membri del Consiglio di Presidenza (2,7 milioni di euro) e le loro consulenze (320 mila euro). E ovviamente, una stretta anche alle retribuzioni dei dipendenti dell'Assemblea, da allineare  a “quelle in vigore negli altri Consigli regionali”.

Ma Barbagallo getta lo sguardo anche fuori da Palazzo dei Normanni, verso Palazzo d'Orleans, per la precisione, sede della Presidenza della Regione. Anche lì, c'è molto da fare: dall'azzeramento “delle consulenze esterne, la soppressione delle Province, l’applicazione delle norme statali che riducono il numero dei consiglieri comunali, lo stop alle pensioni baby grazie ai benefici della legge 104”.

E del resto, già ieri il capogruppo del Pd Antonello Cracolici aveva annunciato un disegno di legge del suo partito contro gli sprechi. E non ha risparmiato una frecciata al presidente Francesco Cascio: “Ormai – ha detto Cracolici - non ci sono più alibi. Nell’ambito delle misure per ‘salvare l’Italia’, la Sicilia deve fare la sua parte: bisogna immediatamente attuare il taglio degli enti inutili, e mi auguro che questa volta non ci siano interventi della presidenza dell’Ars a impedire che certi provvedimenti arrivino in aula. Dobbiamo poi procedere – ha aggiunto - con il superamento delle Province e la riduzione dei consigli comunali già in vista delle amministrative di primavera, e bisogna anche recepire le disposizioni nazionali sulle circoscrizioni. Il Pd – ha concluso - sta preparando un disegno di legge che contiene queste ed altre misure. Non c’è tempo da perdere governo regionale e Ars si muovano rapidamente nella stessa direzione”.