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Legge "taglia-deputati". La diretta dall'Ars

Onorevoli, sì alla riduzione
"Meglio meno indennità"


Più che ridurre il numero dei deputati da 90 a 70, per il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, l'Assemblea regionale avrebbe dovuto agire "su un tema molto più importante, cioé la riduzione delle indennità per i parlamentari". "Avrei perseguito questo obiettivo - dice Lombardo conversando con i giornalisti a Palazzo d'Orleans - senza toccare il numero dei deputati, evitando così di avviare un iter complesso come quello di modifica dello Statuto".


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13.37. Più che ridurre il numero dei deputati da 90 a 70, per il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, l'Assemblea regionale avrebbe dovuto agire "su un tema molto più importante, cioé la riduzione delle indennità per i parlamentari". "Avrei perseguito questo obiettivo - dice Lombardo conversando con i giornalisti a Palazzo d'Orleans - senza toccare il numero dei deputati, evitando così di avviare un iter complesso come quello di modifica dello Statuto"

12.31 Chiesta la verifica del numero legale. Il numero legale non c'è. Seduta tolta, si torna in Aula martedì 13.

12.24 L'Ars è passata alla discussione della riforma delle Asi

12.22 Una riforma epocale quella di oggi all'Ars che, per essere definitivamente compiuta, dovrà ricevere l'ok tramite il doppio passaggio a Camera e Senato, visto che si tratta di una norma di valenza costituzionale.

11.48 L'Ars approva il ddl che modifica l'articolo 3 dello Statuto della Regione siciliana: dalla prossima legislatura i deputati non saranno più 90, ma 70. Contrari Greco (Aps) e Colianni (Mpa), astenuto Bonomo (Aps).

11.46 Il presidente Cascio specifica che in base al regolamento dell'Ars non è ammissibile la richiesta di voto segreto, a causa delle dichiarazioni di voto già espresse. Si vota.

11.40 Falcone (Pdl): "Voteremo a favore, ma serve un ddl che garantisca rappresentatività e democrazia".

11.39 Il presidente Cascio replica a Bufardeci: "Gli emendamenti aggiuntivi non sono stati dichiarati inammissibili, ma faranno parte di uno specifico ddl già inviato in prima Commissione".

11.30 Bufardeci (Grande Sud): "Io sono sottoscrittore di quel ddl insieme agli altri capigruppo. Ho pensato: affrontiamo questa questione in maniera 'mediana' rispetto a quello che può essere l'intervento del governo nazionale (riduzione a 50 deputati, ndr). Però, Presidente, quando lei ritiene inammissibili tutti gli emendamenti, si prende la responsabilità di non consentire il dialogo in questa Aula. Qui noi ci stiamo castrando: stiamo dicendo all'opinione politica che la politica non serve a nulla. Non è il numero dei deputati la questione centrale, bensì l'efficienza delle istituzioni. Stiamo affrontando un tema fondamentale, con una superficialità immotivata. Approvare questa riforma in sette minuti o in sette giorni non è la stessa cosa: ci avrebbe consentito di affrontare diversi problemi come la norma anti-ribaltone e altre".

11.23 Arena (Mpa): "Voterò a favore, anche se questo ddl mi fa vomitare. Prendo atto della puntualità ad orologeria di questa Presidenza, che non mi ha consentito di appoggiare un emendamento solo perché stamattina, ero in gruppo (un emendamento che chiedeva la riduzione dei deputati a 48, ndr). Questa legge che voteremo oggi consentirà di risparmiare apena 6 milioni di euro: una cifra risibile. Si tratta dell'ennesima truffa a danno dei siciliani".

11.22 De Benedictis (Pd): "La mia, più che una dichiarazione è un'ammissione di voto: voterò a favore. Bisogna che ciascuno di noi si prenda questa responsabilità".

11.20 Marrocco (Fli): "Questo ddl ha ricadute positive anche nell'immaginario collettivo. E prosegue il cammino verso la razionalizzazione della nostra terra. Che prevede anche l'abolizione delle Province e una riforma degli enti locali".

11.16 Colianni (Mpa): "Ritengo uno scippo per le aree del centro Sicilia, una malaugurata legge che rischia di consegnar alle aree metropolitane la gestione della politica siciliana. Questa legge, che qualcuno spaccia come una norma per il risparmio, è invece uno scippo alla partecipazione. Serviva il coraggio di chiedere ai deputati di dimezzarsi lo stipendio".

11.14 Dina (Udc): "Anche noi annunciamo voto favorevole. E vorrei precisare, riguardo al voto di oggi, quello che alcuni giornalisti hanno travisato: se si fosse votato col voto segreto avrei avuto qualche dubbio sull'approvazione, col voto palesenon credo. Penso che il ddl vada votato così com'è per dare un segnale importante".

11.12 Leontini (Pdl): "Voteremo a favore, ma la materia è assai delicata. Mi pare evidente che la dichiarazione di voto sei capigruppo esclude il ricorso al voto segreto".

11.09 Cracolici (Pd): "Le dichiarazioni di voto escludono la richiesta di voto segreto".

11.06 Maira: "Voteremo a favore del ddl, ma su una legge di questo tipo sarebbe stato importante consentire la discussione. La decadenza di questi emendementi per un atteggiamento eccessivamente formale, rappresenta un grave vulnus al ddl".

11.05 Parole grosse in Aula, clima molto teso. Tra i più nervosi Totò Lentini.

11.03 Incardona (Grande Sud): "Annuncio il mio voto contrario e di protesta. Oggi la procedura seguita è stsata irriguardosa per le prerogative del Parlamento. Pensare di stralciare i nostri emendamenti e passarli in un ddl è  un escamotage che mortifica i deputati. Chiedo per questo il voto segreto":

Alle 10.30 in Aula non c'è nemmeno un numero sufficiente di deputati per chiedere la "verifica" del numero legale. Oggi, in una insolita seduta mattutina, è previsto all'ordine del giorno, tra gli altri punti, anche la discussione del ddl sulla riduzione dei componenti dell'Ars. Sempre questa mattina, alle 9, era in programma la conferenza dei capigruppo, mentre alle 22 di ieri è scaduto il termine per la presentazione degli emendamenti. Sono tre. Il primo pare una vera e propria provocazione: il parlamentare dell'Mpa Giuseppe Arena, infatti, ha chiesto di ridurre il numero dei deputati regionali non a "settanta", così come previsto dal ddl di Barbagallo, ma addirittura a 48 componenti. Altri emendamenti, quelli di Colianni, Maira, Ruggirello e D'Agostino, annunciato del resto già ieri dal capogruppo del Pid (che ha presentato anche un emendamento firmato solo da lui, che va nella stessa direzione): il numero dei componenti dell'Ars andrebbe legato a quello dei parlamentari nazionali. In pratica, il numero degli inquilini di Sala d'Ercole dovrebbe corrispondere al 10% del numero complessivo dei parlamentari di Camera e Senato. Questi emendamenti, però, vista l'assenza dei firmatari in Aula, sono stati dichiarati "decaduti" dal presidente Cascio.

Fuori sacco, poi, ecco spuntare due articoli aggiuntivi, presentati dal Pdl e firmati dal capogruppo Innocenzo Leontini. Si tratta della cosiddetta norma anti-ribaltone (in pratica, una legge che preveda lo scioglimento dell'Ars e la decadenza di governatore e assessori nela caso in cui cambiassero gli equilibri tra i partiti, rispetto alle condizioni inziali), con l'altro emendamento, poi, si prevede la mozione di sfiducia per il presidente della Regione siciliana e l'elezione al suo posto di uno dei componenti eletti dell'Ars, che verrebbe indicato già nella mozione. Questi emendamenti, però, sono stati "stralciati" e faranno parte di uno specifico disegno di legge che verrà inviato alla prima Commissione (Affari istituzionali).
Intanto, il presidente in carica oggi era seduto al suo posto, a Sala d'Ercole, ma alle 11 ha dovuto lasciare l'Ars per un altro impegno istituzionale. Prima di abbandonare palazzo dei Normanni, ha detto, riguardo ai lavori d'Aula e al ddl sul taglio dei deputati: "Vediamo che succede, certo, fino a poco fa erano presenti solo cinque deputati. Adesso mi sembra siano un po' di più". Sul destino del ddl, poi, ha aggiunto: "Credo che passerà senza emendamenti, visto l'impegno preso dai partiti di approvarlo senza correzioni o di ritenere quegli emendamenti inammissibili". Uno di questi, come detto, prevede la "separazione" dei destini di Ars e Presidente della Regione. "Non troverà posto in questo ddl".