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La protesta

"In Sicilia i colpi più duri"
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crisi, monti, protesta, Cronaca, Palermo
Sciopero di tre ore indetto per oggi, ma il governo non cambia strada, nonostante l'incontro con i sindacati. La protesta si tiene pure davanti alle nove prefetture siciliane. Ecco, provincia per provincia, gli orari della mobilitazione: ad Agrigento dalle 11 alle 14; a Caltanissetta dalle 9 alle 12; a Catania dalle 17 alle 20; a Enna dalle 11 alle 14; a Messina dalle 11,30 alle 14,30. Ancora: a Ragusa dalle 12 alle 15; a Siracusa dalle 14 alle 17; a Trapani dalle 11 alle 14. Tre ore di sciopero e un sit-in davanti la sede della prefettura a Palermo, in via Cavour dalle 14.30 alle 17.30.

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I sindacati: "Crisi drammatica"
"Nonostante la mancata apertura di ieri da parte del governo, continuiamo ad auspicare che si aprano spazi per modifiche alla manovra economica nel segno dell'equità e della giustizia sociale. Chiediamo un impegno in tal senso anche alle forze politiche presenti nel parlamento". Lo dicono, in una nota congiunta, i segretari di Cgil, Cisl e Uil Sicilia, Mariella Maggio, Maurizio Bernava e Claudio Barone. In Sicilia i sindacati hanno organizzato per oggi presidi davanti a tutte le prefetture. "Se i provvedimenti su pensioni e Ici verranno confermati nella formulazione attuale - aggiungono i tre sindacalisti - avranno un peso insostenibile per i redditi più bassi e una nuova scure si abbatterà per conseguenza sui consumi, già calati negli ultimi due anni nell'isola di oltre il 4%, accrescendo il disagio sociale, e aggravando la recessione".

Maggio, Bernava e Barone sottolineano quanto "questi effetti saranno ancora più gravi in Sicilia, la regione che conta il maggior numero di pensioni al minimo, i redditi più bassi, il più alto tasso di disoccupazione". "Temiamo peraltro - dicono ancora - che ci si sia incanalati su un percorso antidemocratico nel quale i sindacati non vengono ascoltati, le forze politiche non incidono. Per questo - sottolineano - chiediamo ai partiti di fare valere il binomio equità-democrazia, rappresentando nel parlamento gli interessi di tutti, soprattutto delle fasce più deboli della popolazione e di chi ha meno voce". Maggio, Bernava e Barone sottolineano anche la loro "preoccupazione per l'entità dei tagli ai trasferimenti a regioni, comuni e province, che rischiano di indebolire anche il welfare locale con ulteriore danno per i meno abbienti". E chiedono al presidente della Regione di "fare sentire la voce della Sicilia, cominciando col pretendere l'accordo con lo Stato per la restituzione delle accise sui prodotti petroliferi".

Il sit in a Palermo
E' iniziato davanti alla prefettura di Palermo il sit-in dei sindacati in occasione dello sciopero generale contro la manovra del governo nazionale soprattutto sul fronte delle pensioni. Per tre ore le sigle sindacali protesteranno distribuendo volantini a passanti e automobilisti. Alle 16 è previsto un incontro con il prefetto. "Il nostro territorio - dice Giovanni Scavuzzo, segretario provinciale della Fim Cisl - è quello che subisce i colpi più duri della manovra. Quando si toccano le pensioni si intacca il reddito di famiglie che cercano, proprio attraverso questo piccolo reddito, di sopperire alla mancanza di lavoro dei figli. Chiediamo modifiche sostanziali che vadano in controtendenza rispetto ai governi precedenti. Non penalizzando ulteriormente il Sud".