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LA MANIFESTAZIONE DELLA GIOVINE ITALIA

Coppie di fatto, protesta all'Ars


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Vi dichiaro marito e marito. Succedeva oggi a Palermo, di fronte a Palazzo dei normanni, quando la Giovane Italia, la giovanile berlusconiana, ha inscenato il finto matrimonio civile di una finta coppia omosessuale. Una reazione immediata al disegno di legge sull'istituzione di un registro delle coppie civili promosso dai deputati regionali Pino Apprendi del Pd e il finiano Alessandro Aricò.

“Vogliamo dimostrare - ha spiegato Mauro La Mantia, presidente regionale della Giovane Italia - cosa può succedere: le coppie omosessuali potranno accedere all'assegnazione delle case popolari e sottrarle alle famiglie. Non penso che i siciliani siano d'accordo a questa forma di discriminazione nei confronti della famiglia. Riteniamo inoltre – ha aggiunto - che la Regione debba aiutare con aiuti economici la famiglia. Mettere sullo stesso piano unioni che non possono essere paragonate alla famiglia, secondo noi è assolutamente sbagliato”.

Presente anche Totò Cordaro, deputato regionale del Pid, e componente dell'intergruppo che si venuto a creare all'Ars in opposizione all'iniziativa legislativa Apprendi-Aricò,“in difesa del valore della famiglia”. Un gruppo trasversale, del quale fanno parte i componenti di tutte le forze politiche: tra gli altri, Livio Marrocco, capogruppo di Fli, Lino Leanza del Mpa, il pidiellino Vincenzo Vinciullo, e il democratico Baldassarre Gucciardi. “Stiamo lavorando in sintonia con le associazioni che sostengono la famiglia ad un ddl non che si contrapponga all'altro - a farlo c'è la Costituzione con l'articolo 29 e il concetto di famiglia come unione tra uomo e donna che attraverso il matrimonio si uniscono per creare dei figli – ma perché si preoccupi di creare dei presupposti come il quoziente famigliare, iniziative che vogliamo portare avanti a favore delle famiglie tradizionali, che sono – ha concluso Cordaro - il nucleo della nostra società e del nostro consorzio civile”.

Poco distante, Diego Torre, delegato del “Forum vita famiglia educazione” grida al megafono: “E' una strategia che punta molto più in là: vogliono far risorgere i Dico che furono sommersi nel '97 da una valanga di manifestanti a Roma, che dicevano che di famiglia ce n'è solo una, quella naturale fatta dall'uomo e dalla donna”. Ma non sono i diritti personali che Torre vuole contestare: “Parliamo - ha aggiunto il delegato - di diritti della famiglia. I diritti delle persone ci sono, e sono indiscutibili, ci mancherebbe. Ma quando parliamo di famiglia, parliamo di quelle che pagano un quoziente fiscale più alto perché si tratta di gente unita in comunione di bene, e stiamo parlando di una cosa assolutamente unica”.

L'intento di non prevaricare i diritti personali di omosessuali e di eterosessuali non uniti in matrimonio, l'ha voluto esprimere anche Davide Gentile, rappresentante di circoscrizione del Pdl, al termine del finto matrimonio: “Siamo stati accusati di essere omofobi. Noi - ha precisato Gentile - rispettiamo le persone omosessuali: i loro gusti sono cose che rimangono tra le loro lenzuola, a noi non interessa. Le rispettiamo queste persone: non abbiamo né paura, né vogliamo irriderle. Quella di oggi è stata solo una manifestazione goliardica”.