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Fincantieri, dal primo gennaio
tutti in cassa integrazione


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cig, fincantieri, palermo, Cronaca, Palermo
Dal primo gennaio tutti gli operai della Fincantieri di Palermo saranno in cassa integrazione; gli ammortizzatori scatteranno a rotazione ma, se non ci saranno commesse, tutti saranno in cig contemporaneamente e la fabbrica chiuderà per mancanza di lavoro. L'azienda ha comunicato l'avvio ai sindacati delle procedure di Cig straordinaria, a rotazione, e per 24 mesi, a partire dal primo gennaio 2012 per un massimo di 475 addetti, tra operai e impiegati del sito palermitano.

Previsti, inoltre, 175 esuberi allo scadere della cig. La decisione, formalizzata in una nota ai sindacati venerdì scorso, arriva come una doccia fredda - a pochi giorni da Natale - per le circa 510 tute blu dello stabilimento. Intanto, la Fiom lancia l'allarme e chiede la convocazione di un tavolo nazionale sulla crisi della cantieristica navale. "Se non ci saranno nuovi cararichi di lavoro - dice Francesco Piastra, della segreteria provinciale Fiom - c'é il rischio che la cassa integrazione sia a zero ore, questo significa il blocco totale delle attività nel Cantiere navale". "Allo scadere dei due anni - prosegue - Fincantieri ha annunciato nell'incontro della scorsa settimana a Roma 175 esuberi, cosa che potrebbe significare una riduzione di personale: questo è assurdo, manca un piano industriale e non c'é stato un confronto con le organizzazioni sindacali". Il sindacato chiede anche un intervento della Regione siciliana. "Non accetteremo esuberi, nel 2010 è stato siglato un accordo tra l'azienda e la Regione, che prevedeva un impegno di Fincantieri a mantenere i livelli occupazionali e le missioni produttive - aggiunge il sindacalista - a fronte del finanziamento per la ristrutturazione dei bacini di carenaggio della Regione. Chiediamo una presa di posizione al governo Lombardo sulla vertenza".