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Amia, sindacati sul piede di guerra:
"Si adegui il contratto prima di Natale"


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, Cronaca, Palermo
Tira aria di tempesta in casa Amia. L'azienda per l'igiene ambientale del comune di Palermo, infatti, è tornata nell'occhio del ciclone e non ha mancato di accendere gli animi. I sindacati, infatti, hanno annunciato che “se la delibera di giunta per l'adeguamento del contratto di servizio non sarà approvata entro Natale, ovvero nelle prossime due settimane, protesteremo con forza. Le difficoltà economiche dell'azienda dovute in larga parte all'inadempienza della politica non possono e non devono gravare sui lavoratori”.

In estate, infatti, nel corso di due tavoli tecnici convocati dal Prefetto di Palermo Umberto Postiglione, il comune, rappresentato dal direttore generale Gaetano Lo Cicero, dal capo di gabinetto del sindaco Sergio Pollicita e dall'assessore Pippo Genco si era impegnato ad adeguare il contratto di servizio, a trasferire all'Amap 175 operai per la pulizia delle caditoie e a risolvere una transazione su alcune penalità contestate all'azienda. Ma, da luglio ad oggi, i sindacati sottolineano che ancora nulla è stato fatto.

“Stiamo parlando di un contratto stipulato 13 anni fa - dice Dionisio Giordano della Cisl – quando c'era ancora la lira. E anche quando nel 2004 sono stati accorpati all'azienda i 900 lavoratori di Essemme, non c'è stato alcun adeguamento. Per non parlare delle caditoie: l'Amia svolge il servizio e ci rimette pure 1,4 milioni di euro l'anno, visto che i 4,1 trasferiti dall'Amap non sono sufficienti. Sulle penalità si era trovato anche un accordo, ma nulla di tutto questo è stato fatto. I commissari hanno chiesto 18 milioni in più, l'amministrazione vorrebbe darne solo otto ma intanto non dà nemmeno quelli”.

Una situazione critica, che ha spinto i commissari a chiedere interventi immediati oppure, per evitare il fallimento, si dovrà intervenire sul personale. “Ma non si deve parlare nè di licenziamenti, né di solidarietà – continua Giordano – le inadempienze della politica non le faremo ricadere sui lavoratori. La vicenda della gestione dei rifiuti in questa città necessariamente deve fare i conti con chi rende Palermo pulita ogni giorno: i lavoratori e quindi le rappresentanze sindacali”.