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NEL MIRINO SQUADRA ANTIMAFIA PALERMO OGGI

L'ombra del racket anche sulla fiction
Ecco tutti i nomi degli arrestati


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blitz, carabinieri, palermo, Cronaca, Palermo
Persino la produzione della fiction non sfuggiva alla regola del racket. Sul set di Squadra Antimafia Palermo Oggi (nella foto) si aggiravano i mafiosi veri. Quelli che dettano legge con la violenza. La cosca di Porta nuova controllava il servizio di trasporti e ristorazione per le troupe e gli attori della fortunata serie tv, campione di ascolti sull'ammiraglia delle reti Mediaset. L'operazione dei carabinieri colpisce al cuore il mandamento di Porta Nuova. I magistrati dell'inchiesta sono il procuratore aggiunto Ignazio De Francisci e i sostituti Maurizio Agnello, Caterina Malagoli e Francesca Marzocco.

Il nome in codice, Pedro, richiama quello di Calogero Lo Presti. Per tutti era la zio Pietro, capo del clan. Il suo è il primo di una lista di 28 personaggi finiti in manette. E non si tratta dell'unico capo. In cella è finito pure Tommaso Di Giovanni che da Lo Presti aveva ricevuto lo scettro dopo che quest'ultimo aveva scoperto di essere intercettato. Di Giovanni, macellaio della Zisa, tra i più citati delle recenti cronache giudiziarie, gestiva la cassa e pagava gli stipendi. Ottocento euro al mese per i picciotti, fra cui Monica Vitale, di recente diventata collaboratrice di giustizia. Quattrocento euro per le donne dei detenuti. Miglior sorte toccava ai familiari di un altro Lo Presti, Tommaso, già da tempo in cella. Duemila euro al mese e non bastavano neppure. Ad aiutare Di Giovanni a gestire con rigore ma in maniera efficiente la cassa c'era Nicola Milano. Un altro cognome che conta a Porta Nuova. Un rampollo che prometteva bene ma con tante cose ancora da imparare.

In suo soccorso era arrivato Antonino Zarcone, numero uno della mafia di Bagheria. Quarant'anni, di appena tre più anziano di Milano, dispensava consigli come un vecchio padrino. Attorno a loro ruotavano una serie di insospettabili incensurati. Dal parrucchiere di corso Calatafimi, Vincenzo Coniglio, al venditore di polli di via Palmerino, Giuseppe Di Marco. Pizzo, droga e usura. Nonostante la crisi, a Porta Nuova riuscivano a fare quadrare i conti. Base operativa del clan era una stalla nella zona di via Colonna Rotta. Dove si svolgevano anche le affiliazioni con tanto di santini che brucia. Gaspare Parisi, capo del Borgo Vecchio e compagno della Vitale, si era presentato al suo battesimo in Cosa nostra con tanto di abito da cerimonia. Questione di formalità. I carabinieri del reparto operativo e del nucleo investigativo, guidati da Paolo Piccinelli e Antonio Coppola, hanno chiesto e ottenuto il fermo per 22 persone (le altre sei erano già in cella e per loro e' arrivata la custodia cautelare) per bloccare la riscossione del pizzo ed eventuali fughe.

Già, il rischio era concreto visto che il clan avrebbe goduto dei favori di un ex poliziotto in pensione, Matteo Rovetto, che passava a Calogero Lo Presti la notizia di imminenti blitz. Lo Presti che teneva ogni cosa sotto controllo. Compresi i movimenti delle troupe televisive che giravano la fiction antimafia. Era il nipote Tanino Lo Presti la sua longa manus nella produzione dove lavorava un picciotto vicino al clan. Un clan che pensava in grande. L'obiettivo era creare un unico grande mandamento nella zona centrale della città capace di dialogare con i mandamenti di Pagliarelli, Santa Maria del Gesù, Brancaccio, Noce, Boccadifalco, Tommaso Natale, Misilmeri e Bagheria. Molto resta da scoprire sulle nuove strategie e alleanze. Molto anche sul fronte del pizzo. A cominciare dal libro mastro del racket zeppo di nomi di commercianti che pagano nel salotto buono della città. Monica Vitale lo ha visto con i suoi occhi. Ma questa e' un'altra storia. Gli uomini del comando provinciale, guidato dal generale Teo Luzi, sono già al lavoro.

Ecco l'elenco completo degli arrestati: Calogero Lo Presti, Tommaso Di Giovanni, Antonino Zarcone, Nicolò Milano, Vincenzo Coniglio, Giuseppe Di Marco, Antonino Lo Iacono, Gabriele Buccheri, Maurizio Pecoraro, Daniele Lauria, Agostino Catalano, Rodolfo Allicate, Francesco Paolo Putano, Giuseppe Auteri, Giovanni Giammona, Gaspare Parisi, Ivano Parrino, Francesco Chiarello, Nunzio La Torre, Giovanni Lo Giudice, Domenico Marino, Christian Mancino, Matteo Rovetto, Salvatore Sampino, Giovanni Mannino, Giustino Giuseppe Rizzo, Fabrizio e Giovanni Toscano.