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Il blitz. L'accusa di Tonino Russo

"Il Pd si interroghi su Caravà"
Il partito: "Ma non è iscritto"


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"L'arresto del sindaco di Campobello di Mazara (Ciro Caravà, nella foto) pone seri interrogativi al Pd sulla necessità di un maggiore rigore nella selezione della classe dirigente del partito in periferia”. Lo dice il deputato nazionale del Pd Tonino Russo. “Nella provincia in cui Matteo Messina Denaro ordina di far saltare in aria la villetta di un consigliere di Castelvetrano del Pd, Pasquale Calamia, non possono esserci personaggi come Caravà che pare, se dovessero esser confermate le accuse, avesse relazioni con gli uomini del Capo dei Capi”.

“Mi auguro che presto si recuperi questo scivolone e non capitino più spiacevoli situazioni di inaccettabile superficialità- conclude-. Serve un profondo ricambio, recuperando persone per bene, spesso allontanatesi, e cacciando chi non nasconde nemmeno la propria spregiudicatezza, al netto della patina di verginità che la retorica della antimafia delle parole può conferire".

La posizione del Pd
"Esprimiamo fiducia
nella magistratura perché faccia piena luce sulle gravissime responsabilità, che suscitano sgomento, contestate al sindaco Caravà che comunque, è opportuno precisare, non è iscritto al Pd". Lo affermano, in una nota congiunta, il segretario regionale del Pd, Giuseppe Lupo e il segretario provinciale di Trapani, Baldo Gucciardi, commentando l'ultima operazione antimafia a Campobello di Mazara. I due esponenti del Pd esprimono inoltre un "plauso" alle forze dell'ordine e alla magistratura per il "duro colpo inferto a Cosa Nostra". "Il nostro partito, fortemente impegnato nella lotta alla mafia - si legge ancora nella nota - promuoverà ogni iniziativa per restituire al più presto, attraverso il voto popolare, piena legittimità democratica all'amministrazione comunale di Campobello di Mazara".