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Intervista al segretario Udc D'Alia

"Le divisioni del Pd
paralizzano il governo"


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“Lombardo? È una persona educata e intelligente, sono certo che troverà il modo di chiedere scusa alla presidente del nostro gruppo all'Ars”. Il segretario regionale dell'Udc
Giampiero D'Alia prova a smorzare le polemiche sorte dopo l'acceso “botta e risposta” tra Giulia Adamo (“Da Lombardo gestione clientelare, da vecchia politica”) e il governatore (“La Adamo smetta di starnazzare di qua e di là”), ma non nasconde sotto il tappeto le tensioni dell'attuale maggioranza: “Le divisioni del Pd stanno frenando l'azione di governo”.

Senatore, com'è oggi il clima tra i partiti che sostengono il governo?
“Direi che è sempre lo stesso. Non vedo particolari problemi”.

Eppure non sono mancati gli scontri dialettici in questo periodo...
“Da parte nostra è arrivata al presidente Lombardo solo la richiesta di un rilancio dell'azione di governo in vista del prossimo anno e mezzo di legislatura”.

Già, qualcuno dice che la richiesta, in particolare, prevede l'ingresso in giunta di un assessore dell'Udc.
“Non è una questione di poltrone. Abbiamo finora lavorato insieme ai partiti di maggioranza in maniera proficua, approvando, ad esempio, nelle scorse settimane importanti riforme come quella delle Asi e dell'Housing sociale. Ma ci aspettiamo di più...”.

Quindi non è il governo politico che vi interessa...
“La questione è un'altra. Bisogna che tutti i partiti della maggioranza si guardino negli occhi e decidano cosa vogliono fare davvero. Certamente, andrebbe una volta per tutte superata la finzione di un governo solo apparentemente tecnico. Che serve ai partiti per nascondersi nel momento in cui vanno prese delle decisioni impopolari”.

Il governatore ha detto, però, che oggi il governo politico è un po', come dire, “fuori moda”, visto che anche la politica nazionale si è affidata ai tecnici.
“E allora il presidente prenda davvero esempio. Azzeri la giunta, e  costruisca un esecutivo che abbia il più ampio appoggio possibile all'Ars. Anche del Pdl, perché no? Ma ovviamente, tutto questo non accadrà mai”.

Lombardo, ha tradotto le vostre richieste in una formula algebrica: avete il doppio dei deputati di Fli, ma la metà degli assessori (uno contro due). Ha detto anche di aver compreso bene le vostre ragioni. Voi avete detto al presidente che non è una semplice questione di numeri?
“Il presidente è intelligente e ha compreso e comprende perfettamente le nostre reali richieste. Di lui apprezzo molte qualità, tra cui la 'capacità di navigazione' anche in un mare un po' agitato”.

A cosa si deve questa “agitazione”?
“Beh, direi che certamente si sta assistendo a una crisi del Pd che oggi si traduce in una minore funzionalità di questo governo”.

Quindi il vero problema è il Pd?
“Il problema è che i democratici sono evidentemente divisi al proprio interno. E a Lombardo non resta che temporeggiare, perché oggi non sa che pesci prendere”.

E questo si tradurrebbe, secondo lei, nell'inefficienza dell'esecutivo. Del resto, non siete mai stati molto teneri nei confronti di alcuni assessori.
“Io credo che la critica politica sia assolutamente legittima. Se mettiamo in luce certi problemi è per migliorare la situazione, nell'interesse non nostro, ma dei siciliani”.

Nei confronti di qualcuno di questi assessori, però, siete stati “particolarmente” critici...
“Parliamo di Massimo Russo? Guardi, noi non critichiamo la sua riforma. Ma le nostre perplessità nascono dal fatto che, nonostante certi annunci, anche lui sia stato un po' troppo indulgente nei confronti delle clientele”.

Riecco le clientele. Il vostro capogruppo Adamo ha paventato il rischio che, ad esempio, il ddl sulle stabilizzazioni possa finire per rispondere semplicemente a logiche elettorali.
“È proprio così. Dobbiamo dire chiaramente che non si può pensare di stabilizzare tutti, specie in un periodo come questo, in cui la Regione fa già molta fatica a pagare gli stipendi dei tanti dipendenti già in organico”.

Per la verità, a proposito di clientele, negli ultimi giorni ha fatto molto discutere la nomina di Sebastiano Dell'Albani a presidente dell'Autoposto di Melilli. I critici, a cominciare dal vicecapogruppo del Pd all'Ars Roberto De Benedictis hanno sottolineato come il “nominato”, in questo caso, di mestiere facesse il barbiere.

“Purtroppo, la cosa non ci ha sorpreso più di tanto. Non è il primo caso di questo genere. Voglio solo ricordare che nell'almanacco delle nomine di Lombardo c'è un pianista di pianobar chiamato a fare il consulente per le zone alluvionate di Giampilieri. Insomma, siamo assolutamente d'accordo con l'onorevole De Benedictis”.

Meno male, in qualcosa siete d'accordo col Pd...
“Noi non abbiamo nessun pregiudizio nei confronti dei democratici. Anzi, proprio nei giorni scorsi abbiamo pubblicamente appoggiato il ddl del capogruppo Cracolici sui tagli agli enti locali. Il problema è che noi, la vera posizione del Pd facciamo fatica a capirla”.

Cioè?
“Alla Regione, il Pd passa dall'appoggio incondizionato a Lombardo al referendum contro Lombardo. In vista delle amministrative, un giorno dice che che vuole allearsi con noi, il giorno dopo che vuole fucilarci. Forse prima dovrebbero fare un po' di chiarezza al loro interno”.

Insomma, voi dite: “Come si fa a leggere nello stesso giorno che il Pd potrebbe appoggiare Lumia, mentre il segretario rilancia con la Borsellino?”.

“Esatto. È proprio così. Ed è un atteggiamento grave, devastante. Palermo è una città lasciata in condizioni penose dalla gestione Cammarata. Noi dell'Udc abbiamo proposto una specie di 'patto civico' per far sì che il sindaco, chiunque esso sia, abbia il più ampio appoggio possibile, così da lavorare nel migliore dei modi. Ma l'atteggiamento dei democratici è irresponsabile”.

Un'ultima battuta sulle frasi di ieri di Lombardo nei confronti di Giulia Adamo. Ha detto: “La smetta di starnazzare...”.

“Potrei dire semplicemente che non ci si rivolge così a una signora. Ma so bene che Lombardo è una persona educata. Sono certo che troverà il modo di chiedere scusa, e pubblicamente, alla nostra capogruppo. Sempre se non vuole compromettere irrimediabilmente il rapporto con l'Udc”.