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Intervista all'assessore

Venturi, Asi e Cantieri:
"Ora stop alle clientele"


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asi, cantieri, intervista, marco venturi, Palermo, Politica
Sono passati pochi mesi. Ma sembra un secolo. I primi giorni di agosto, l'Assemblea regionale affondava la riforma delle Asi voluta fortemente dall'assessore
Marco Venturi. Una legge che nasceva con lo scopo preciso di tagliare centinaia di posti di sottogoverno e consentire un cospicuo risparmio alla Regione. Allora, una maggioranza trasversale poneva un veto al ddl, suggerendo all'assessore alle Attività produttive “una notte di riflessione” per capire se era il caso di dimettersi o meno. Venturi non si è dimesso “per continuare a combattere questa battaglia”. Battaglia vinta. La riforma delle Asi è stata approvata il 13 dicembre scorso all'unanimità. E in tanti, anche tra i deputati e partiti che l'avevano ostacolata, sono saliti sul carro del vincitore.

Assessore Venturi, cos'è cambiato in pochi mesi?
“Forse siamo riusciti a spiegare meglio il nostro ddl anche agli scettici”.

Magari anche a chi ha compreso che avrebbe perso, con la chiusura delle 11 Asi, indennità e prebende varie?
“Certo, anche a loro. In tanti, magari, temevano di perdere i loro gettoni di presenza. Ma alla fine tutti hanno compreso che questa riforma era necessaria, essenziale”.

L'iter è stato interminabile. Ma vogliamo ricordare in sintesi in cosa consiste questa riforma?
“Il ddl istituisce la nascita dell'Irsap (Istituto regionale per lo sviluppo delle attività produttive, ndr) che, di fatto, ingloberà le 11 Asi, con un risparmio notevole”.

Si riferisce alla “caduta” degli 11 cda delle vecchie Asi.
“Esatto. Abbiamo stimato un taglio di ben 800 posti di sottogoverno. E un risparmio per le casse regionali di circa quattro milioni di euro. Ma soprattutto abbiamo messo fine a un'anomalia inspiegabile: in alcune Asi c'erano più consiglieri di amministrazione che impiegati. E in alcuni casi le situazioni erano paradossali”.

Ci faccia qualche esempio
“Intanto, una considerazione generale: i direttori generali delle Asi erano equiparati, a causa di una legge voluta da qualche furbastro, ai dirigenti di prima fascia. Con un aggravio notevole per le casse pubbliche. Ma il problema, al di là del costo degli stipendi, è che in alcuni casi questi dirigenti strapagati guidavano uffici, e mi riferisco ad esempio all'Asi di Trapani, con appena dieci impiegati. Era chiaro che non si poteva più andare avanti così”.

Insomma, si volta pagina.
“La gestione delle Asi, è bene dirlo, è stata fallimentare. Oggi in quelle aree si trovano per lo più capannoni abbandonati. La nostra riforma ridurrà da 11 a uno soltanto anche il numero dei direttori generali, mentre i dipendenti saranno in tutto 300”.

Così, ha convinto anche molti di quei deputati “ostili”. Glielo richiedo: cos'è successo tra agosto e dicembre?
“Io credo solo che si sia recuperato un po' il senso di responsabilità. Questo ddl è solo un primo passo, un segnale nella
direzione della modernizzazione dell'Isola. Una terra in cui le aziende, ad esempio, devono pagare le giuste tasse, garantire gli stipendi, ma devono anche essere messe nelle migliori condizioni di lavorare. Al fine di scongiurare anche la richiesta di scorciatoie sia alla politica che alla mafia”.

Pochi giorni dopo, ecco anche il bando per il recupero dei Cantieri navali...
“La Regione aveva preso l'impegno di rilanciare i cantieri navali, che consideriamo un comparto centrale per la Sicilia. Ma per farlo, avevamo bisogno di ristrutturare le infrastrutture, cioè i bacini. Così, siamo riusciti a trovare le risorse e le forme giuste per i due bandi. Uno, quello da 19 mila tonnellate, è in Guce da ottobre, e presto conosceremo l'esito della gara. L'altro, il maggiore, da 52mila tonnellate, è pronto e verrà presto pubblicato. Entro metà febbraio potranno essere presentate le offerte”.

Che ricadute hanno, questi interventi, dal punto di vista occupazionale?
“I bandi prevedono delle specifiche clausole di tutela e salvaguardia dei lavoratori di Fincantieri. In pratica, il privato che vincerà la gara, nel momento di assumere, dovrà dare la precedenza ai lavoratori attualmente in cassa integrazione”.

Per altri lavoratori, invece, non s'è trovata ancora una soluzione. I dipendenti della Fiera del Mediterraneo, per la quale la giunta ha deciso la liquidazione, non conoscono ancora il proprio futuro.
“In questo caso il problema credo sia puramente tecnico. E verrà risolto. Del resto, noi abbiamo deciso di 'sganciare' il destino dell'ente da quello dei lavoratori. È già stata individuata una strada, attraverso la ricollocazione in Resais. C'è già un ddl pronto che potrebbe essere discusso prima di Natale, o, più verosimilmente, subito dopo le feste. Tutto dipende dai tempi dell'Ars”.

L'Aula ultimamente ha trovato un po' di serenità proprio con l'approvazione della riforma delle Asi, o con quella dell'Housing sociale. Dal suo punto di osservazione, com'è il clima all'interno della maggioranza?
“Guardi, io sono un tecnico, e su questi temi le posso dire poco. Il clima in giunta, questo sì, è buono. Credo che le reazioni in Aula dipendano solo dai ddl che presentiamo. Nel mio caso, non penso che eventuali problemi fossero di natura politica. Io non ho un partito alle spalle”.

La classe politica, invece, è investita dalle polemiche sui costi e i privilegi. Lei, in passato, dichiarò inaccettabile la possibilità di andare in pensione in età assai giovane tramite la legge “104”.
“Io credo che anche in questo senso si stia operando bene. C'è un ddl in giunta che porrà fine a questi privilegi. È chiaro che oggi si deve, per forza, adeguare la situazione siciliana a quella nazionale. È impensabile che si vada in pensione a 50 anni”.

Quali sono, allora, secondo la sua visione di “tecnico”, i veri costi inaccettabili della politica?
“I veri costi della politica non credo siano le indennità, ma le clientele. Penso ad esempio al comparto della Forestale, o a quello della Formazione professionale. Spese ingenti che per tanti anni hanno impedito la creazione di infrastrutture fondamentali per la Sicilia. E in questo senso, bisognerà fare grande attenzione alla spesa dei fondi europei: devono servire a modernizzare la Sicilia, non ad accontentare qualche amico”.

Ultimamente, l'accusa di clientelismo s'è abbattuta anche nei confronti del presidente Lombardo. Com'è oggi il suo rapporto col presidente?
“I rapporti sono buoni, io mi sto impegnando e sto cercando di fare del mio meglio”.

Il governatore pochi giorni fa ha detto che ad alcuni dei suoi tecnici, anche in vista di un possibile rimpasto, non rinuncerebbe mai. Lei crede di essere uno di questi?
“È un problema che non mi pongo. Proprio per il fatto di essere dei tecnici, non possiamo innamorarci della poltrona. E nel momento in cui ci dovessero chiedere di fare un passo indietro, lo dovremo fare”.

Per dare spazio ad assessori eletti...
“La politica si riapproprierà degli spazi che le spettano. Non c'è nulla di strano. È giusto così”.