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Lombardo annuncia il rimpasto. Ma D'Alia...

"La giunta entro l'anno"
Ultimatum dall'Udc


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raffaele lombardo, Palermo, Politica
La settimana decisiva per il battesimo del Lombardo quinquies, come accaduto due anni fa, potrebbe essere l'ultima dell'anno. Lo ha detto lo stesso governatore, questa mattina, parlando con i giornalisti.
"Affronterò la questione del riequilibrio in giunta tra Natale e Capodanno", ha detto il presidente della Regione, commentando il nervosismo crescente all'interno di una maggioranza sempre più in brandelli. A strettissimo giro di posta è arrivato l'ultimatum di Gianpiero D'Alia (nella foto), leader dell'Udc siciliana: "D'intesa con la segreteria nazionale del partito – dice il senatore centrista - abbiamo convocato una riunione del coordinamento regionale dell'Udc che si terrà subito dopo Natale. In quella sede decideremo con serenità se proseguire o meno la nostra collaborazione con il governo Lombardo".

Che l'Udc sia particolarmente irrequieta è cosa nota. Lombardo ha ammesso che c'è un problema di equilibri interni al governo, basti pensare al fatto che i centristi hanno un solo assessore, Andrea Piraino, mentre i finaini, il cui gruppo all'Ars vale la metà di quello casiniano, ne hanno due. Ma D'Alia non liquida la faccenda con una questione di poltrone. Dall'Udc arriva anche la richiesta di una correzione di rotta nell'azione di governo. "Siamo convinti - ha detto D'Alia - che sia indispensabile operare tagli consistenti della spesa regionale improduttiva; eliminare ogni forma di privilegio ingiustificabile ormai all'opinione pubblica nazionale; fare le liberalizzazione dei servizi pubblici locali; non perdere le risorse stanziate per la Sicilia dall'Ue; adeguare l'ordinamento regionale ai provvedimenti del governo Monti in materia di autonomie locali".

Insomma, i centristi reclamano le riforme che il governo tecnico di Lombardo fatica a portare avanti, con qualche significativa eccezione. Ma non è solo dai casininani che piovono strali sull'esecutivo. Nelle ultime ore sono cresciuti fino all'esplosione i mugugni nel Pd. Prima il j'accuse di Roberto De Benedictis, che ha accusato Lombardo di clientelismo e ha definito “miseri” i risultati del suo governo. Oggi le critiche di Bruno Marziano all'assessore Tranchida e gli strali di Di Giacomo e Di Benedetto sulla formazione. Insomma, la maggioranza va in ordine sparso e a difendere il governo tecnico, esclusi forse i finiani, è rimasto il solo Lombardo. Che però si dice pronto a mettere mano al rimpasto. Una partita che si preannuncia complessa e che si intreccerà con quelal per la nomina dei nuovi dirigenti generali (anch'essa calendarizzata da Lombardo entro fine anno) e probabilmente con quella, ancora aperta e confusa, delle alleanze per le prossime amministrative.