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PALERMO

Dirigenti retrocessi e non rimpiazzati
E il Comune rischia la paralisi


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Rischio paralisi per il comune di Palermo. Sull’attività amministrativa della quinta città d’Italia pende la spada di Damocle del reinquadramento dei sette dirigenti tecnici retrocessi a funzionari in seguito all’annullamento di un concorso del 1998: operazione non ancora compiuta dal sindaco e che ha lasciato vacanti alcuni dei posti di vertice di Palazzo delle Aquile. Una situazione di stallo che ha costretto il Segretario generale a prendere carta e penna e a scrivere al primo cittadino e al consiglio comunale: nessuna proposta deliberativa potrà essere adottata, da oggi in poi, se non vi sarà un parere di regolarità tecnica “reso dalla funzione dirigenziale individuata dal sindaco” proprio in sostituzione dei sette retrocessi.

In poche parole, finché i posti da dirigenti lasciati vacanti non saranno riempiti assegnando per esempio le deleghe ad altri dirigenti ancora in servizio (visto che un nuovo concorso richiederebbe troppo tempo), nessun atto potrà essere esitato. Una vera e propria tegola che cade sulla testa di un consiglio comunale, mai particolarmente produttivo, che ora non potrà approvare quasi più nulla. E il primo atto a essersi bloccato è stato quello relativo a due Prusst, ovvero le varianti urbanistiche per l’albergo di piazza Vittorio Veneto e la realizzazione di un’area pubblica lungo la via Piedilegno. Secondo il Segretario generale, infatti, “a garanzia della regolarità del provvedimento”, si legge nella nota, il parere non può essere reso dall’architetto Vincenzo Polizzi ma da chi ne prenderà il posto.

Osservazioni che “devono essere estese a tutte le proposte deliberative” per le quali serve il parere di uno dei sette reinquadrati. Un problema che non è certo una novità, visto che la notizia della sentenza del Tar è del 19 luglio, sebbene il comune abbia retrocesso i dirigenti solo poche settimane fa in seguito a un parere dell’assessorato regionale agli Enti locali. Adesso toccherà al primo cittadino trovare la quadratura del cerchio, per evitare che l’amministrazione cominci il nuovo anno in preda alla paralisi.