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CALCIOSCOMMESSE

Iacolino: "Serve task force europea"


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“La nuova ondata di arresti legata al filone di inchiesta sul calcioscommesse, oltre a certificare un sistema parallelo di scommesse clandestine, rappresenta la dimensione transnazionale del fenomeno fortemente orientato dalla criminalità organizzata. L’assenza di un quadro normativo comunitario di indirizzo nel settore dei giochi deve incoraggiare la Commissione a garantire una maggiore certezza legale e un livello di protezione dei consumatori elevato per combattere con decisione tali reati transfrontalieri". Lo dice l'europarlamentare del Pdl Salvatore Iacolino sull'inchiesta Calcioscommesse che ha coinvolto diversi giocatori di serie A e B.

"Nella definizione di un approccio comunitario e di standard comuni - dice Iacolino, che su questi elementi sta preparando una interrogazione nei confronti della Commissione europea - occorrerà tenere conto dei principi fondamentali come la libertà di stabilimento, la libera prestazione di servizi e la libera concorrenza, seppure con le inderogabili e non più rinviabili cautele da introdurre nella legislazione degli Stati membri: chi raccoglie scommesse deve essere soggetto a licenze e concessioni, che sono l'unica forma efficace di controllo delle scommesse. La libertà degli operatori non può prevalere sull'interesse comune a garantire un contesto di gioco legale".

Per Iacolino, in particolare, l'Europarlamento ha già fatto qualcosa in questa direzione: "L'approccio di sussidiarietà attiva, recentemente riconosciuto dalla relazione Creutzmann adottata dal Parlamento Europeo - dice l'europarlamentare del Pdl -, deve offrire strumenti agili di intervento sul territorio dell'Unione europea per colpire le frodi sportive e il gioco illegale. Si tratta di reati che, per la loro natura transfrontaliera, sfruttano le lacune legislative di alcuni ordinamenti meno severi per sfuggire ai controlli".

Anche perché agire, secondo l'europarlamentare, è urgente: "Non possiamo aspettare - continua Iacolino - un'armonizzazione delle regole a livello comunitario, che pure servirebbe, per poter efficacemente contrastare il match-fixing e il gambling online illegale che hanno assunto ormai proporzioni troppo importanti per non essere considerati una seria minaccia alla licit economy, alla concorrenza nel mercato interno, alla tutela dei consumatori e, in generale, ai valori etici e all'integrità nello sport. Dobbiamo, inoltre, promuovere un maggior coordinamento tra gli Stati membri in difesa dello sport giocato e scommesso".

Iacolino ne fa una questione di passione: "Le vicende di questi giorni - osserva - rovesciano con brutalità quel sentimento sano di leale competizione al quale, invece, debbono continuare a guardare i giovani, superando, ove esistente, ogni possibile forma di dipendenza rispetto ad un fenomeno che può generare danni incalcolabili alla persona. La facilità di accesso al gioco online e l'aumento del volume di affari del settore, con circa 8,5 miliardi di euro raccolti (nei primi undici mesi dell’anno) con i giochi telematici secondo i dati dei Monopoli di Stato, rendono ancora più preoccupanti le stime fatte dalla Commissione Europea, secondo la quale i tassi di dipendenza da gioco d'azzardo variano da 0,3% a 3,1% dell'intera popolazione europea".

La proposta, quindi, prevede "l’istituzione di una task-force di esperti nazionali, con il concorso degli operatori e delle autorità di regolamentazione", uno strumento che secondo Iacolino può "consentire di indagare e monitorare costantemente (sul modello di allarme preventivo Uefa) le scommesse registrate in occasioni di manifestazioni sportive, nonché individuare le agenzie online e offline illegali, al fine di offrire alle autorità giudiziarie e di polizia un sostegno efficace nel contrasto alla criminalità organizzata e al gioco illegale”.