Live Sicilia

L'esclusiva di S e la riflessione

Il nuovo volto di Salvatore



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Il nuovo volto di Salvatore Cuffaro è una nudità svelata dall'assenza di una maschera. E' pelle attaccata alle ossa. Anzi, appoggiata E' una somma di lineamenti pietrosi, di curve aguzze. E' il letto di un fiume disseccato, nelle lacrime trattenute che brillano tra gli occhi. E' una trincea, un cunicolo scavato da una talpa. E' un disegno, che, se unisci i puntini dallo zero al calcolo dei giorni di carcere e lo moltiplichi per gli anni che passeranno, non viene fuori il paesaggio che ti aspetti. Dove cercavi almeno uno scolo di vita, trovi la distesa di neve a perdita d'occhio. Il nuovo volto di Salvatore Cuffaro è il profilo straniero di una terra ignota. Totòcuffaro lo chiamavano, per repentina corrispondenza tra la cosa e il suo nome. Totòcuffaro,  chi era costui?

I discorsi sulla colpevolezza e sull'innocenza - vale per un re che fu e per un chiunque da galera - stingono al sole, nel riflesso di una dolorosa eguaglianza, nella frazione di passaggio dalla colpa accertata alla pena. Ci sono, ed è bene ripassarli. Ma il linguaggio del corpo dell'ex governatore della Sicilia è l'evidenza del momento. E' ciò che sai senza saperlo davvero. La reazione ognuno potrà declinarla secondo le sue consuetudini e i suoi intimi trasalimenti. Ci sono coloro che festeggiarono la condanna di un potente con il contrappeso di un cannolo da manette. Probabilmente, avranno piacere di scorgere la lama affilata della detenzione su una faccia che risaltò intorno a differenti rotondità. Ci sono coloro che piangono sulla lapide di un politico che – per inesausta clientela o sincero cordoglio – difenderebbero in capo al mondo. Ci sono quelli che scriveranno papelli sulla gloria che tramonta. E diversi saggi ci ammoniranno saggiamente circa la vacuità degli splendori umani.

Chi scrive, un po' in disparte,  si rigira tra le mani un sentimento strano, alla stregua dei mezzi sguardi dall'oblò di un razzo dopo l'allunaggio. E in tanta desertificazione di guance smagrite, una sola certezza: il nome di un tempo si è perso col suo vecchio volto, con la fisionomia che fu. Ora c'è Salvatore Cuffaro. Totò Cuffaro non c'è più.