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Palermo. Russo: "Accerteremo i fatti"

Chemio in dose "letale"?
Denuncia e inchiesta


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chemioterapia, indagine, ospedale cervello, speciale sanità, Cronaca, Palermo
La procura di Palermo ha aperto un'inchiesta sulla morte di Valeria Lembo, 34 anni, avvenuta ieri pomeriggio all'ospedale Cervello, nel capoluogo siciliano, dopo quasi venti giorni di agonia. Il sospetto è che la donna, aggredita da un tumore alla gola al secondo stadio, e mamma di un bimbo di sette mesi, sia stata uccisa da una dose letale di un farmaco chemioterapico, fino a dieci volte superiore al livello standard. La donna, dopo la nascita del figlioletto, si era sottoposta alle cure della divisione oncologica di un altro nosocomio palermitano, il Policlinico dove il 7 dicembre le era stata somministrata la terapia che si ritiene sia stata letale. Rientrata a casa la donna aveva accusato un malore; era seguito il ricovero al Policlinico e, dopo l'aggravamento delle sue condizioni, era stato deciso il trasferimento alla Rianimazione del "Cervello" dove ieri è morta.

Immediata la denuncia da parte del marito nella quale si parla di "sovradosaggio" come causa del decesso. L'assessore regionale alla Salute, Massimo Russo (nella foto), ha chiesto al direttore generale del Policlinico, Mario La Rocca, una dettagliata relazione sulla vicenda. Anche l'ospedale ha avviato un'indagine interna. "Sono molto vicino ai familiari della signora Lembo - ha detto Russo - ed esprimo il mio profondo dolore per quanto avvenuto. Ho chiesto che vengano approfonditi con il massimo rigore tutti gli aspetti legati alla vicenda per fare luce sulle cause del decesso e verificare eventuali responsabilità da parte del personale sanitario". Disposta l'autopsia sulla salma della giovane mamma trasferita nell'Istituto di Medicina legale.