Live Sicilia

Barbagallo: "Diaria più bassa a chi si assenta"

Ars, politici, costi e lavoro
Chi sono i meno produttivi



ars, costi, Politica, Palermo, Politica
E' la politica a dover pretendere i “tagli ai costi della politica”. Un controsenso solo apparente, visto che le decisioni sulle riduzioni di indennità, privilegi e spese pazze non possono che passare dai nostri parlamenti. A offrire però un “parametro nuovo” per la valutazione delle indennità dei politici siciliani, oggi finita anche sulle colonne del Corriere della sera, è il deputato del Pd Giovanni Barbagallo, citato da Gian Antonio Stella nel suo pezzo: “Bisogna collegare i costi all'effettiva produttività”, spiega Barbagallo. Ecco il punto. Non è lo “stipendio” in sé, secondo il parlamentare, a rappresentare un'anomalia, bensì i casi in cui questa busta paga non sia commisurata alla reale “laboriosità” dei colleghi.

Sotto questo profilo – dice oggi Barbagallo - l’Assemblea Regionale Siciliana può migliorare ancora molto adottando alcuni meccanismi vigenti alla camera dei deputati. Le presenze dei parlamentari, ad esempio, non vengono registrate solo con l’introduzione del tesserino, ma attraverso le impronte digitali per evitare che qualche deputato voti al posto di altri. Chi non partecipa, inoltre, - aggiunge - ad almeno un terzo delle votazioni, viene penalizzato con la riduzione della diaria. Anche per le assenze continuate in Commissione viene trattenuta una quota dell’indennità. All’Ars, invece, per le assenze in commissione, a prescindere dal numero, non viene operata alcuna trattenuta. Per le assenze in Aula la trattenuta viene applicata solo nel caso che l’assenza del deputato si sia verificata nelle sedute nelle quali si svolgono votazioni”.

Insomma, stavolta lo stipendio resta sullo sfondo, ed emerge invece la questione dell'efficienza dei deputati siciliani. Come anticipato infatti nel numero di “S” in edicola, esistono in effetti esempi di parlamentari siciliani che in questa legislatura non hanno ancora “prodotto” nulla in qualità di "primo firmatario". È il caso, ad esempio, dell'ex assesore regionale Luigi Gentile (Fli) e di Giovanni Cristaudo (Aps). Stando al sito ufficiale dell'Ars, infatti, i due non hanno finora promosso “da protagonisti” nessun disegno di legge, nessuna interrogazione, nessuna interpellanza, nessuna mozione, nessun ordine del giorno in questi primi tre anni e mezzo. Poco di più ha fatto Edoardo Leanza (Pdl), deputato segretario all'Ars: oltre a un ordine del giorno, una sola interrogazione parlamentare. Era il lontano agosto del 2008 e Leanza chiedeva spiegazioni sui vuoti di organico al tribunale di Nicosia. Poi, nulla. Alla seconda legislatura, invece, (inframezzata da un'esperienza in giunta) è Guglielmo Scammacca della Bruca, eletto col Pdl e da poco transitato all'Mpa. Per lui, solo due interrogazioni in tre anni e mezzo di Ars. Pino Federico (Mpa), invece, ha firmato un “proprio” disegno di legge sulle “pari opportunità”. Al di là di questo, poco altro: un'interrogazione e una mozione. Poco hanno fatto anche Ignazio Marinese del Pdl e Franco Mineo di Grande Sud (4 atti come primo firmatario), Salvatore Cascio (Pid), Nicola D'Agostino e Giovanni Di Mauro, gli ultimi due dell'Mpa (tutti a 5). Un'attività troppo striminzita, considerando che dall'inizio della legislatura sono trascorsi più di quaranta mesi? La risposta è pronta: “Non conta la quantità, ma la qualità”. Ma non solo.

C'è già, infatti, chi si indigna per l'indignazione suscitata dagli articoli sui costi della politica. "Il presidente Francesco Cascio, a nome dell’Assemblea Regionale Siciliana, - dice infatti il deputato Udc Marco Lucio Forzese - si esprima in merito alle indennità dei deputati regionali, definite 'indifendibili' dal Corriere della Sera. Cascio, in qualità di presidente, non può non rilasciare dichiarazioni rispetto ad un articolo che rischia di svilire dignità, significato e ruolo dei parlamentari siciliani”.