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SOMMINISTRATI 90 MG. DI UN FARMACO E NON NOVE

Donna uccisa da un clamoroso errore
Domani via agli interrogatori



, Cronaca, Palermo
I pm di Palermo che indagano sulla morte di Valeria Lembo, la donna di 34 anni deceduta il 29 dicembre, tre settimane dopo la quarta seduta di chemio al Policlinico di Palermo, interrogheranno da domani i 5 medici indagati per la vicenda. La vittima, sposata e madre di un bambino di 7 mesi, sarebbe stata vittima di un clamoroso errore: i sanitari le avrebbero somministrato 90 milligrammi - invece che 9 come prescritto dai protocolli - di una molecola chemioterapica, la vinblastina. I magistrati titolari dell'inchiesta, Emanuele Ravaglioli e Francesco Grassi, la scorsa settimana hanno sentito, come persone informate sui fatti tre medici, ma l'interrogatorio è stato interrotto quando gli inquirenti hanno deciso di iscriverli nel registro degli indagati: lo status di persona sottoposta a indagini impone infatti la presenza degli avvocati.

Questa settimana i pm torneranno a sentire i tre e interrogheranno gli altri due indagati. Secondo quanto accertato l'infermiera che ha somministrato la dose, ben 15 fiale - ne sarebbe servita 1 e mezza -, si è insospettita e avrebbe chiamato la dottoressa che aveva effettuato la prescrizione, ma il medico, che la mattina del 7 dicembre aveva visitato la paziente - affetta da morbo di Hodgkin - insieme a uno specializzando, le avrebbe detto di andare avanti. Secondo i vertici aziendali non si sarebbe trattato di un errore di calcolo ma di un errore materiale: uno zero in più digitato per sbaglio.