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La riunione del gruppo

Pd, i deputati a Lupo:
"No al referendum"



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Il referendum sul sostegno al governo Lombardo potrebbe "saltare". Questo, almeno, è quanto emerge dalla riunione di oggi convocata dal gruppo del Pd all'Ars, alla presenza del capogruppo
Antonello Cracolici e del segretario regionale Giuseppe Lupo.  Alla fine della riunione, i deputati democratici  hanno deciso, all’unanimità di chiedere a Lupo di convocare una direzione regionale del partito per discutere, in sostanza, sull’opportunità o meno di celebrare il referendum.

La conferma arriva proprio dal segretario: “Valuteremo – ha detto Giuseppe Lupo – anche insieme ai segretari provinciali del partito se convocare una direzione regionale per discutere del tema del referendum. Se la direzione ci sarà, ovviamente, verrà convocata prestissimo, nei prossimi giorni o nelle prossime ore. La scelta di ridiscutere l’opportunità o meno di questo referendum nasce dalla convinzione che oggi, per il nostro partito, la priorità sia rappresentata dalle prossime scadenze elettorali, verso le quali dovremo convogliare le nostre risorse per conseguire i migliori risultati possibili per il bene dei nostri elettori e di tutti i siciliani”.

Resta ancora forte, però, l’eco delle parole usate ieri dal presidente Raffaele Lombardo che ha lanciato una sorta di ultimatum al Pd: “Le parole del governatore – dice Lupo – si commentano da sole. E ovviamente il nostro giudizio è fortemente negativo. Io, tra l’altro, ieri mattina avevo provato a chiamarlo per discutere di temi politici, poi non l’ho più sentito. Qualcosa da chiarire? Non credo – conclude - ci sia nulla da chiarire. Lui ha lanciato un ultimatum che non vale nulla. Io rispondo solo agli elettori del Pd, non certo a lui”.

Giudizio negativo  sulle parole di Lombardo, ma con qualche “distinguo” anche da parte del capogruppo all’Ars del Pd Antonello Cracolici: “Le dichiarazioni di ieri del presidente Lombardo sono state senz’altro inopportune. Una caduta di stile. C’è da dire, però, che da parte dei media, i quesiti sono stati letti come un referendum pro o contro Lombardo. Ovviamente il discorso era assai più complesso”.

Tornando alla decisione di oggi: “Il gruppo del Pd ha deciso e, ci tengo a precisarlo, all’unanimità di chiedere al segretario una direzione che discuta sull’opportunità di questo referendum. I parlamentari del Pd – continua Cracolici – ritengono infatti che una scadenza del genere e in quella data possa finire per distogliere l’attenzione del partito che al momento deve essere rivolta fortemente alle prossime e ormai imminenti scadenze elettorali. Quei quesiti, infatti, avrebbero potuto rappresentare un ostacolo alla costruzione delle liste e al rafforzamento delle alleanze”.