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Guardie giurate, scontro in Consiglio


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Il Comune e l’Amat si rivolgono a servizi esterni di vigilanza, ovvero a guardie giurate armate, per controllare i biglietti sugli autobus o che le imposte di Palazzo Ziino siano chiuse correttamente. E a Palermo si accende lo scontro politico. In consiglio comunale è stato approvato un ordine del giorno che invita il sindaco Diego Cammarata a bloccare la gara d’appalto con cui l’azienda partecipata del trasporto pubblico vorrebbe affidare a guardie giurate non solo il compito di garantire la sicurezza sui mezzi, ma anche quello del controllo dei biglietti.

Una “verifica dei titoli di viaggio” che dovrebbe impegnare 20 guardie giurate al giorno, pagate ciascuna 21 euro più iva ogni ora, per un importo totale di 203.400 euro (iva esclusa) per i sei mesi di durata del contratto. Un bando che aveva già suscitato più di una polemica, che si è per l’appunto riaccesa. “Qualcuno dovrebbe spiegarmi che bisogno c’è di avere guardie armate sugli autobus – dice Totò Orlando (Idv), primo firmatario dell’ordine del giorno – era sufficiente prendere i dipendenti dell’Amat o quelli di altre aziende, come Gesip, formarli e mandarli sui mezzi. Non penso ci sia bisogno della pistola per controllare i biglietti. A maggior ragione se si considera che l’Amat è in perdita e che siamo alla vigilia delle elezioni, il che potrebbe dare adito a interpretazioni che illudano i disoccupati con la speranza di un lavoro. Non lo consentiremo. Inoltre, sarebbero 20 guardie su una media di 200 mezzi che escono ogni giorno: praticamente solo il 10% delle linee verrebbe controllato”.

Un j’accuse che tira in ballo non solo i conti in rosso della società, ma che paventa lo spettro di assunzioni o comunque di promesse in tal senso a pochi mesi dalle elezioni. “Il progetto delle guardie giurate non nasce oggi – replica a Livesicilia il presidente dell’Amat, Mario Bellavista - ma dopo una sperimentazione gratuita durata circa 40 giorni e dopo i confronti con la prefettura e i vertici dell’amministrazione comunale sui fenomeni di violenza accaduti ai nostri autisti. Da questa sperimentazione sono emersi benefici in ordine alla sicurezza dei dipendenti e della cittadinanza che utilizza i bus. Inoltre sono stati verificati maggiori introiti sulla vendita dei biglietti e l’abbattimento della percentuale degli evasori nelle linee controllate dai vigilantes. In caso di aggiudicazione della gara, il costo orario medio del servizio si aggira sui 20 euro, una cifra che si ripaga da sola con la vidimazione di 16 biglietti in più. Penso proprio che 16 biglietti, con i vigilantes a bordo, si recuperino alla prima fermata”.

Ma l’ordine del giorno approvato ha scatenato anche la reazione di Doriana Ribaudo, capogruppo del Pid: “Ciò che mi stranizza di più è come mai si siano concentrate tutte queste attenzioni sull'Amat e sia passato inosservato che la stessa identica procedura è al momento in corso per affidare il servizio di vigilanza armata della Galleria d'Arte Moderna e di Palazzo Ziino. Per essere più precisi il servizio di vigilanza armata a Palazzo Ziino dovrebbe consistere nell'accertarsi che tutte le imposte siano chiuse”.

Un’accusa neanche troppo velata, e che assume maggior peso se si considera che a lanciarla è il capogruppo di uno dei partiti che sostengono l’amministrazione Cammarata. Il bando in questione prevede di affidare per tre anni alle guardie giurate il compito di vigilare su Palazzo Ziino e la Galleria d’arte moderna, al costo di 358.370 euro (iva esclusa). Fra i compiti non solo quello della vigilanza notturna e durante i giorni festivi, ma anche quello di “controllare la chiusura di tutte le imposte”. Compiti che, evidentemente, solo guardie giurate, con tanto di pistola, possono svolgere.