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Palermo, i numeri

Specchio delle loro brame,
chi è il più povero al Comune?



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Tempo di vacche magre nei palazzi del potere di Palermo. La crisi imperversa e a risentirne sono anche le tasche dei componenti della giunta, del consiglio comunale e dei vertici delle società partecipate i cui redditi, relativi al 2010, sono stati resi noti sul sito del Comune e segnano, in quasi tutti i casi, una diminuzione rispetto all’anno precedente.

Dai dati emergono alcune sorprese. In giunta, per esempio, il più “ricco” è Mario Milone, assessore al Centro storico e all’Urbanistica, nonché docente universitario, con 125.216 euro; al secondo posto Francesca Grisafi, assessore all’Istruzione e docente universitaria, con 110.058 euro e solo al quarto il sindaco Diego Cammarata. Per lui “solo” 87.243 euro, quasi la metà rispetto al 2009, ma va considerato anche che parte dell’indennità viene pignorata dalla Corte dei Conti. Scorrendo la classifica, all’ultimo posto c’è Stefano Santoro, avvocato e assessore al Turismo, con 23.136 euro. Non comunicati i dati di altri cinque componenti della giunta: Pippo Genco, Eugenio Randi, Raoul Russo, Aristide Tamajo (dimessosi) e Giovanni Di Trapani.

Passando a Sala delle Lapidi, a guidare la classifica dei “paperoni” è Giovanni Greco, di Marineo: deputato regionale, pensionato della Regione, dichiara 178.147 euro. Medaglia d’argento per Maurizio Miceli (177.918), avvocato vicino a Carlo Vizzini, e di bronzo per il presidente Alberto Campagna (137.106), dipendente della Provincia e deputato a Palazzo dei Normanni. Al quarto, quinto e sesto posto tre medici: l’autonomista Agostino Genova, il miccicheiano Rosario Mineo e la candidata alle primarie del centrosinistra Antonella Monastra con, rispettivamente, 125.751, 110.305 e 101.023 euro. Ultimo in classifica Cesare Mattaliano, dipietrista e dipendente comunale e per questo in aspettativa: per lui 24.335 euro. Non risultano pervenuti Girolamo D’Azzò, Gerlando Inzerillo e Edmondo Tamajo.

Infine le società partecipate: il presidente più pagato è Vincenzo Cannatella (Amap) che è l’unico ad aumentare il reddito rispetto al 2009, attestandosi a quota 334.646 euro. Segue Francesco Greco (Amg), presidente degli avvocati palermitani, con 136.863 euro, poi Mario Bellavista (Amat) con 83.052 e infine Vincenzo Faraci (Sispi) con 51.729 euro.

(ha collaborato Valeria Piazza)