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INTERVIENE IL DIRETTORE DEL RISO

"L'assessore mi giudica incompetente?
Con me il museo va a gonfie vele"


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L'assessore ai Beni culturali Uccio Missineo oggi è tornato sull'affare “Palazzo Riso”, e dalle pagine di Repubblica ha attaccato apertamente il direttore Sergio Alessandro, parlando di “lacune” e di “incapacità” della dirigenza del museo. Ma la replica del direttore non s'è fatta attendere. Nonostante da alcune indiscrezioni sembra possa pendere sul suo capo un possibile provvedimento disciplinare.

“Se il vero problema di Riso fosse la collezione, (Missineo ha parlato di trenta quadri tenuti inspiegabilmente in magazzino, ndr) non si spiega come mai la richiesta di finanziamento per la sua implementazione, avallata da due Comitati di esperti internazionali, sia stata respinta. Senza contare il fatto che la collezione del Museo è già stata presentata al pubblico in mostra nel 2009”.

Quindi, affronta forse il nodo più scottante della vicenda, quello relativo ai dodici milioni di euro di finanziamenti europei attualmente “fermi” in attesa del completamento dell'istruttoria, almeno a quanto spiegato dall'assessore: “Se il vero problema per i finanziamenti Por fossero le schede “progettualmente carenti” - risponde Alessandro - non si spiega come possa l’assessore aver dichiarato che i soldi sono in arrivo grazie a un decreto già esistente della Corte dei Conti”.

Altro tema controverso, quello riguardante i lavori all'interno del Palazzo. Un cantiere che potrebbe costringere, secondo la dirigenza del museo, a chiudere la struttura: “Mi chiedo – prosegue Alessandro - se l’assessore, il dirigente generale, e il soprintendente sappiano che un lotto di lavori pubblici debba essere per legge reso funzionale. Non mi risulta che una scatola vuota, senza impianti, con ambienti interni al grezzo, vale a dire quel “restauro filologico” che si accinge a realizzare la Soprintendenza, sia un lotto funzionale in termini di legge. Il cantiere del restauro filologico intanto non può permettere il proseguimento delle attività. Il museo è aperto se per aperto si intende un palazzo con le sale espositive vuote”.

E stasera, in quel palazzo è prevista un'assemblea di un'associazione di cittadini formatasi spontaneamente per difendere il museo. Un'assemblea non più così certa, a dire il vero, visto che già questa mattina circolava una lettera del dirigente generale Campo che sollevava diversi problemi riguardanti lo svolgimento: l'orario delle 19, che coincide con la chiusura degli uffici e la conseguente “mancanza di copertura assicurativa” per i partecipanti. E l'eco di questa circolare si trova nelle dichiarazioni di Alessandro: “Il dirigente generale Campo sta provando a inibire perfino la libera aggregazione di cittadini che desiderano riunirsi al museo per discutere del museo con noi tutti dell’Amministrazione regionale delle gravi problematiche che sono state dichiarate in questi giorni. Chiedo infine all’assessore – continua Alessandro - se è a conoscenza del fatto che questi lavori della Soprintendenza sono difformi da quelli finanziati dall’allora Mise, nell’ambito dell’Apq del 2004 'Sensi Contemporanei', che prevedeva semplici lavori di adeguamento compatibili con le attività del museo”.

Infine, una difesa “personale” (tra l'altro il direttore ha annunciato il ricorso alla magistratura “per tutelare, in tutte le sedi, la mia dignità e la mia reputazione”). “Mi si dà dell’incompetente? - chiede Alessandro - basta guardare i numeri: quale altro Museo siciliano ha realizzato tutte queste attività con standard internazionali? Quanti visitatori conta? Quante pubblicazioni ha realizzato? Che rassegna stampa vanta? Qualche altro Museo, a parte Riso, ha il sostegno unanime delle istituzioni di settore? La recente promessa – ha concluso Alessandro - dell’assessore di affidare il Museo a una nuova governance tradisce le intenzioni iniziali: eliminare, inibendone le attività con raffinati tecnicismi burocratici mai troppo espliciti, una macchina che andava avanti a gonfie vele. Se abbiamo fatto quattro anni di attività con questi risultati vuol dire che ci siamo avvalsi di uno staff qualificato e competente”.