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CALTANISSETTA

Imprenditore bastonato e bruciato


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Tramortito con un colpo di bastone alla testa, caricato su una vecchia Mercedes che si trovava nel cantiere della sua azienda e bruciato. Il monossido di carbonio avrebbe poi causato il decesso per asfissia, portando a termine quello che ormai si delinea come un omicidio volontario. Sarebbe morto così Piero Di Francesco, il trentenne imprenditore di Riesi (CL), incensurato, il cui cadavere semi-carbonizzato è stato trovato lunedì scorso, in contrada Giarratana, nella vecchia Mercedes della sua ditta che si occupa di smaltimento di rifiuti speciali, perlopiù inerti. Lo ha stabilito l'autopsia eseguita ieri, a Catania, dall'anatomopatologo, Giuseppe Ragazzi. Alla luce dei risultati medico-legali, i carabinieri hanno ripreso gli interrogatori di parenti, amici e dipendenti dell'imprenditore. E' stato riconvocato in caserma il padre di Di Francesco, Stefano, che fu il primo a scoprire il cadavere del figlio. Agli inquirenti ha riferito, infatti, che, tornando da Caltanissetta, ha visto da lontano del fumo levarsi dal piazzale del cantiere della propria ditta. Era la Mercedes che bruciava. Ha tentato di spegnere il fuoco soffocandolo con la sabbia, ma solo dopo si è reso conto che dentro (sul sedile posteriore) c'era il corpo di un uomo e che quell'uomo era suo figlio. Lo ha trascinato fuori dall'automobile nella estrema speranza di trovarlo ancora in vita, ma inutilmente. Fu lui a parlare subito di possibile suicidio. I carabinieri del Ris, intervenuti sul posto per i rilevamenti scientifici, trovarono una tanica con residui di benzina e con il tappo avvitato. L'autopsia ha dato una direzione alle indagini. Ora c'é da identificare l'autore (o gli autori) del delitto di Piero Di Francesco e accertare il movente.