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I quesiti della discordia

Pd, il referendum che non piace
(e che non si farà, ora c'è la conferma)



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(rp-ri) Il referendum del Pd sulle alleanze in Sicilia? Non lo vuole nessuno. Infatti, probabilmente non si farà. Sono troppi gli indizi che compongono praticamente una prova.
Intanto un fatto concreto, raccontato dall'Ansa
: "La commissione nazionale di garanzia del Pd, presieduta da Luigi Berlinguer, ha avviato ieri sera l'esame del ricorso presentato dai referendari siciliani contro la decisione della commissione regionale di garanzia del partito di escludere la loro proposta (sì o no netto al sostegno al governo di Raffaele Lombardo), assorbendola nei quesiti, accolti, depositati dal segretario Giuseppe Lupo (alleanza col terzo polo per le amministrative e consolidamento sostegno a governo Lombardo) e che saranno sottoposti a iscritti ed elettori il 12 febbraio. La presentazione del ricorso, a questo punto, mette a rischio l'organizzazione del referendum. In ambienti del comitato referendario non si esclude, tuttavia, il ritiro del provvedimento, ipotesi ventilata già ieri sera".

Il referendum non piace a nessuno. Non piace ai duri e puri che lo trovano annacquato rispetto alla formulazione originaria. Non piace alla corposa sponda lombardiana del Pd che lo vede come il fumo negli occhi. Non piace a un partito che non ama troppo scegliere e che si troverebbe con un'imbarazzante gatta da pelare in clima elettorale. E poi non piace e Lombardo. Ecco perché, probabilmente, sarà cancellato.

La conferma del Pd
"La convocazione delle primarie a Palermo per la scelta del candidato di centro sinistra nelle elezioni comunali rappresenta una novità politica positiva". Inoltre: "Riteniamo necessaria la sospensione del referendum regionale" sull'alleanza col Terzo polo e il sostegno al governo di Raffaele Lombardo. Lo dice Maurizio Migliavacca, coordinatore della segreteria nazionale del Pd. "Considerato sia il fatto che è stato presentato un ricorso alla commissione nazionale di garanzia sullo svolgimento del referendum regionale convocato il 12 febbraio, - aggiunge - sia ancora il fatto che a Palermo e in altri comuni della Sicilia si svolgeranno primarie per la scelta dei candidati, sentito il segretario regionale, ne riteniamo necessaria la sospensione". "Le energie del Pd in questa fase debbono essere rivolte innanzitutto alle prossime elezioni amministrative - dice - e all'affermazione dei candidati sostenuti dal Partito Democratico".