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Ars e telefoni

Scotta la bolletta...


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ars, palermo, telefonate, Cronaca, Palermo, Politica
Trecentomila euro di chiamate telefoniche fatte da 700 telefonini. Niente di rilevante se non fosse che la maxi bolletta è arrivata all'Ars e che le chiamate, provenienti dai 700 telefonini, sarebbero state fatte da mogli, figli, parenti, collaboratori e anche qualche amante di moltissimi deputati. Un sistema vantaggioso sulla base di una convenzione che nel 2001 l'Assemblea Regionale Siciliana ha stipulato con la Tim sotto la presidenza di Guido Lo Porto. Chiamate gratuite per i deputati da cellulari e schede fornite direttamente dalla compagnia telefonica, ma utilizzati da familiari o parenti. Il pagamento invece spettava all'Ars, a cui peraltro, fino al 2004 sono state intestate le schede telefoniche. Un contratto successivo stabiliva che i contratti dovessero essere intestati a qualcuno. Ad esempio familiari di deputati che avrebbero fornito nomi o residenze false.

Uno scandalo scoperto quasi per caso nel corso di un'inchiesta dei carabinieri. A rompere il silenzio è stato il direttore del servizio Informatica dell'Assemblea Regionale Siciliana, Gaetano Savona. "Quando sono arrivato nel novembre 2006, ho trovato un notevole disordine contabile e amministrativo – ha dichiarato Savona a Repubblica –. Qualche tempo dopo il mio insediamento mi sono ritrovato sulla scrivania un telegramma della Tim che chiedeva all'Ars il pagamento di 300 mila euro. Dopo una lunga trattativa con la compagnia telefonica siamo riusciti a chiudere questa vertenza senza sborsare un solo euro di soldi pubblici. L'abbiamo detto chiaramente alla Procura della Repubblica". Intanto però fino al 2006, l'Ars ha pagato le bollette dei 700 telefonini.