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C'è Pedicone, ex comandante dei vigili

Arsenale illegale: quattro arresti
Potrebbe non essere una "bravata"



, Cronaca, Palermo

Gabriele Di Pietro

Federico Cuomo

Silvestre Venturella



In vista dell'interrogatorio di garanzia, previsto per domani, la procura di Palermo chiederà la convalida dell'arresto per i quattro aspiranti “rambo” arrestati sabato scorso sulla Palermo-Sciacca che avevano improvvisato un poligono di tiro a Portella della Ginestra. I contorni della vicenda, infatti, appaiono lontani dalla semplice “bravata” di quattro appassionati di armi che, oltre a collezionarle, volevano provarle. In particolare è la posizione di
Gabriele Di Pietro ad attirare l'interesse dei magistrati palermitani che si occupano della vicenda, coordinati dal procuratore aggiunto Pietro Scalia. Di Pietro, infatti, è un italo-brasiliano giunto a Palermo giusto quattro giorni prima dell'arresto. L'ipotesi è che sia arrivato proprio per l'occasione.

L'altra posizione interessante per gli inquirenti è quella di Federico Cuomo. Sarebbe suo, infatti, il laboratorio scovato nel quartiere Cruillas in cui le armi sarebbero state modificate. I magistrati sottolineano come, per compiere operazioni di questo genere, è necessaria una particolare licenza. I quattro, comunque, avevano porto d'armi destinato al collezionismo e le armi non potevano essere portate fuori dai rispettivi domicili.

Poi, alla vista di tutte le armi rinvenute tramite le perquisizioni a casa degli arrestati, gli inquirenti sono rimasti basiti. Quattrocentoventitré armi, alcune anche di fabbricazioni sovietiche, mitragliatrici da guerra americane, fucili d'assalto, pistole e munizioni. Ora ognuna di essere dovrà passare al vaglio dei controlli. Le armi, infatti, non potevano essere attivate o modificate essendo destinate al collezionismo. Gli investigatori vogliono verificare se qualcuna di esse possa essere stata usata per qualche crimine. L'operazione, eseguita dai carabinieri della compagnia di Monreale sabato scorso, ha portato anche all'arresto di Maurizio Pedicone (nella foto), ex comandante dei vigili urbani di Palermo, assistito dall'avvocato Marcello Montalbano. I quattro avevano improvvisato il poligono di tiro, coprendo il terreno con teli impermeabili e tirando su dei bidoni, bombole di gas e fustoni di carburante vuoti.