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La protesta dei sindacati

Dirigenti, paralisi alla Regione



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Sono passati venti giorni dalla scadenza naturale dei contratti. Ma il governo regionale, finora, ha confermato pochi dirigenti generali, ricorrendo per la maggior parte dei dipartimenti “scoperti” a incarichi ad interim. Il risultato? Una burocrazia paralizzata. O che viaggia a piccoli passi. Quelli necessari a non dare l'impressione di essere completamente ferma.

Sono del 27 dicembre scorso le delibere che hanno distribuito le nomine per i dipartimenti regionali in scadenza. Sono stati confermati al loro posto Marco Salerno (al Turismo), Pietro Tolomeo (Territorio e ambiente), Rosaria Barresi (Interventi strutturali per l'agricoltura), Vincenzo Falgares (Infrastrutture), Gesualdo Campo (Beni culturali) e Felice Bonanno (Programmazione).

Tra questi, qualcuno ha anche ricevuto uno dei dieci interim assegnati da Lombardo. Ci riferiamo, ad esempio, alla Barresi (che adesso guida anche il dipartimento degli interventi per la Pesca e quello per le Risorse agricole) e a Falgares (incaricato anche di guidare il dipartimento della Protezione civile). Ma il “re” degli interim è Giovanni Carapezza, già a capo della segreteria generale, incaricato di occuparsi anche dell'Ufficio speciale dell'Autorità di certificazione dei programmi cofinanziati dalla Commissione Europea, del dipartimento regionale delle autonomie locali e quello della funzione pubblica e del personale (dal quale è “uscito”, suscitando un generalizzato disappunto, Giovanni Bologna).

“Evidentemente – ironizza il segretario generale Cisl Fp Palermo Luigi Caracausi – Carapezza e la Barresi dispongono di poteri da supereroi, per riuscire a reggere contemporaneamente tre o quattro dipartimenti. Ma il problema – aggiunge – è un altro: lo spoil system ignora la meritocrazia. Non si può paralizzare una Regione solo per logiche politiche. Anche perché – conclude – a piangerne le conseguenze sono i cittadini, le imprese, le associazioni che devono dialogare con una Regione acefala”.
Già, perché la paralisi, a detta dei sindacati, è dovuta proprio al fatto che l'interim porta dei dirigenti a occuparsi di dipartimenti che spesso non conoscono a fondo, e nei quali rimarranno pochi mesi.

Gli altri interim sono andati a Pietro Tolomeo (Foreste), Letizia Di Liberti (Lavoro), Sergio Gelardi (Finanze e credito) e Romeo Palma (Affari extraregionali). “È chiaro – spiega il segretario regionale dei Cobas Codir Dario Matranga – che un dirigente che sa di essere 'a tempo' non si prenderà responsabilità che non sono sue. E si limiterà all'ordinaria amministrazione. Oggi, la Regione – aggiunge – non fa altro che gestire le emergenze. E sono già passati venti giorni dalla scadenza dei contratti: può la Sicilia – si chiede infine Matranga – in un momento economico come questo, concedersi questo lusso?”.

Ancora più duro Enzo Abbinanti, segretario della Funzione pubblica della Cgil: “Siamo stanchi – ha detto – di assistere, a ogni crisi politica, a questa guerra per la spartizione dei posti di sottogoverno. Si tratta, anche in questo caso, di un'invasione di campo della politica nei confronti dell'amministrazione. E gli incarichi a interim – prosegue Abbinanti – sono la dimostrazione di come si voglia continuare a 'giochicchiare'. Ma il rischio oggi – conclude – è di mettere sottosopra l'amministrazione, causando danni enormi ai lavoratori e ai cittadini”.

E la vicenda degli incarichi ai direttori è giunta anche all'Ars, dove il presidente della commissione Attività produttive Salvino Caputo ha presentato un'interrogazione con la quale chiede di fare chiarezza: “Come si può pensare – dice Caputo – che un solo dirigente possa coprire diversi dipartimenti, spesso centrali per la macchina regionale? Sei o sette nominati oggi gestiscono tutti i rami dell'amministrazione. E posso dire – rivela – che alcune lamentele sono giunte anche da alcuni di questi dirigenti, che spesso non ce la fanno a seguire materie diverse e impegni così pesanti. So di qualcuno – prosegue – che ha rimandato indietro alcune carpette con atti da firmare perché era all'oscuro del contenuto di quegli atti”. E anche per Caputo, questo immobilismo potrebbe avere effetti disastrosi per la Sicilia: “Pensiamo – dice – alla predisposizione dei bandi comunitari, che rischiano di saltare a causa di questi rallentamenti. Oggi la Regione è dimezzata per colpa del comportamento irresponsabile di Lombardo e del suo governo. Ma del resto – conclude – il progetto di Lombardo è palese: si vuole riservare questi posti solo per poter portare avanti, nelle prossime settimane, una contrattazione politica”.