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La scuola in piazza, il video

La bandiera bruciata dagli studenti



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(VIDEO DI MARTINA MILIANI) Si sono dati appuntamento alle 9 davanti la cattedrale. Erano circa 200 studenti. Liceo scientifico Benedetto Croce, Vittorio Emanuele II, Istituto Regina Margherita, Volta e Parlatore. Tutti insieme per manifestare la loro solidarietà nei confronti del Movimento dei Forconi. Il corteo guidato e organizzato dal coordinamento degli studenti medi e da centri sociali di Palermo, tra cui anche l'Anomalia, è partito stamane da corso Vittorio Emanuele per poi dirigersi verso il porto per dare sostegno ad agricoltori e autotrasportatori che da lunedì hanno bloccato uno degli ingressi dell'area portuale.

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Noi la crisi non la paghiamo". Unanime il coro, mentre  gli studenti sfilano lungo Corso Vittorio Emanuele. Poi, due studenti che danno fuoco al tricolore. Un gesto simbolico per manifestare il loro dissenso rispetto alle politiche attuate dallo Stato italiano specie nei confronti della Sicilia. "La nostra vuole essere una denuncia del comportamento dello Stato che nei confronti della Sicilia ha sempre avuto un atteggiamento di colonizzazione, sfruttamento delle risorse e impoverimento della popolazione". Lo ha detto Giuseppe Vitale, Centro Sociale Anomalia.

"Siamo studenti medi autogestiti senza politici e sindacati. Basta agli aumenti delle tasse,ai tagli, ai licenziamenti e all'aumento dei prezzi - sono le parole di Federico Guzzo, portavoce del coordinamento studenti medi - Oggi abbiamo deciso di scendere a fianco del Movimento dei forconi che ormai da cinque giorni sta paralizzando la Sicilia per rispondere, in maniera efficace e legittima alle politiche di gorverno. Noi studenti siamo qua per ribadire il nostro no ai tagli, alla crisi e abbiamo intenzione di farla pagare a chi l'ha creata. Certamente non saremo noi a pagarla. Studenti e Movimento dei Forconi hanno in comune lo spirito anticapitalista e antiglobalizzazione".

Insieme agli studenti medi, c'erano anche universitari che si sono uniti ai loro coetani per dimostrare solidarietà al Movimento dei Forconi. "E' una manifestazione legittima. La crisi sta colpendo le classi di piccoli proprietari che non riescono più ad andare avanti". Lo dice uno studente universitario di Lettere e Filosofia mentre il corteo è fermo davanti la Cattedrale. "La società non ci permette di vivere dignitosamente". Continua una studentessa dell'Istituto d'arte di Piazza Turba. "Vogliamo far sentire la nostra voce. I tg nazionali non ne parlano, o comunque poco rispetto a quanto dovrebbero. Siamo qui oggi anche per dire che il sud non è mafia. Noi siamo ragazzi normali". Ha dichiarato una studentessa del Vittorio Emanuele II.

Al corteo non soltanto studenti medi e universitari. C'era anche un ragazzo precario con una figlia di tre anni a carico, che l'università non può permettersela. "Qualsiasi movimento di massa va seguito. La lotta di ogni cittadino è la lotta di tutti. Bisogna combattere contro questa crisi devastante economica e di rappresentaza. Negli ultimi giorni il movimento è stato delegittimato e si è parlato di infiltrazioni mafiose all'interno dei forconi. Io penso che sia normale la presenza di fette colluse. Alcuni partiti forse stanno cavalcando l'onda proprio in vista della campagna elettorale ormai alle porte. Spero che la forza dei forconi non si fermi qui e che soprattutto non scendano a compromessi con nessuno".

E sulle presunte infiltrazioni mafiose all'interno del Movimento dei Forconi, non ci sta nemmeno Rossella Accardo, mamma di Marco e Stefano Maiorana. "Noi dobbiamo fare una rivoluzione culturale e siamo per la non-violenza. Io credo e sono sicura che la mobilitazione avrà un seguito. Il mio sodalizio con i Forconi altro non è che trovare in questo gruppo di lavoro fatto da persone splendide, padri di famiglia, uomini della terra, siciliani veri, persone di indubbia moralità ed etica, l'arma perfetta per colpire la testa della piovra (lo Stato). Io sono indignatissima perché Ivan Lo Bello pensa che la mamma di Marco Maiorana possa fare un percorso con soggetti legati alla mafia. E' una contraddizione e aspetto pubblicamente le sue scuse. Il movimento dei Forconi non si fermerà".