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Fra Licata e Palma

Due cadaveri carbonizzati
Uccisi e dati alle fiamme


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cadaveri carbonizzati, Agrigento, Cronaca
Sono stati uccisi con alcuni colpi d'arma da fuoco i due uomini i cui corpi carbonizzati sono stati scoperti lungo il ciglio di una stradina tra Palma di Montechiaro e Campobello di Licata. Secondo le prime informazioni le vittime sarebbero di Palma di Montechiaro. I due sono stati freddati fuori dall'abitacolo dell'autovettura, che è stata poi data alle fiamme.

I due cadaveri si trovano, in contrada Ciccobriglio, in territorio di Palma di Montechiaro, in un burrone. I corpi, freddati con arma da fuoco, sono a due chilometri circa dal punto in cui è stata ritrovata l'autovettura completamente devastata dalle fiamme. I vigili del fuoco di Licata stanno cercando di recuperare le due salme.

Sono di Giuseppe Condello, 34 anni, sorvegliato speciale con precedenti per mafia e Vincenzo Priolo, 27 anni, i cadaveri scoperti nel pomeriggio in contrada Ciccobriglio, in territorio di Palma di Montechiaro. Secondo gli investigatori della squadra mobile, che hanno identificato le due vittime, si tratterebbe di un agguato di stampo mafioso. I due sono stati assassinati con colpi d'arma da fuoco e poi sono stati calati all'interno di un pozzo, profondo un paio di metri, dentro ad un burrone. I cadaveri si trovano a due chilometri circa dal luogo in cui é stata ritrovata l'autovettura delle vittime, completamente devastata dalle fiamme. I vigili del fuoco di Licata stanno cercando di recuperare le due salme.

Vincenzo Priolo, 27 anni, incensurato, avrebbe fatto da autista a Giuseppe Condello, 41 anni (e non 34), appartenente negli anni Novanta alla Stidda di Palma di Montechiaro, l'organizzazione criminale che contendeva il controllo del territorio a Cosa Nostra. I vigili del fuoco ancora non sono riusciti a estrarre dal pozzo i due cadaveri. Sul posto sono presenti i familiari delle vittime, che stanno seguendo le operazioni di recupero dei corpi tra grida di disperazione e lacrime. Le indagini della polizia sono coordinate dal sostituto procuratore Luca Sciarretta di Agrigento, anche se l'indagine dovrebbe passare per competenza alla Direzione distrettuale antimafia di Palermo.