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Il pizzo è un vizio di famiglia
Condannato l'altro Biondo


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biondo, pizzo, racket, Cronaca, Palermo
Il pizzo è un vizio di famiglia. Dopo Salvatore Biondo, condannato a dodici  anni la settimana scorsa, ora è toccato al fratello Franco. Il giudice per  l'udienza preliminare di Palermo, Lorenzo Matassa, lo ha condannato a sei anni.
Il processo si svolgeva con il rito abbreviato che dà diritto all'imputato ad  uno sconto di pena.
I due fratelli Biondo, di 55 e 51 anni, si erano scambiati il testimone del  racket. Nel mirino era finito Giovan Battista Corvaja, il costruttore  dell'hotel Casena dei Colli. L'imprenditore, deceduto qualche mese fa, aveva  puntato il dito in aula contro i suoi estorsori. Fu un'udienza drammatica. La  sua ricostruzione aveva d'improvviso perso di lucidità per via della malattia  che lo affliggeva. Quello che riuscì a dire, però, fu sufficiente per l'accusa,  rappresentata dai pubblici ministeri Francesco Del Bene e Amelia Luise.  L'indagine, condotta dagli agenti della sezione criminalità organizzata della  Squadra mobile, mise in luce che Salvatore Biondo avrebbe preteso dalla sua  vittima 30 milioni di lire, nel '95, per la “messa a posto” del cantiere. Il  tutto da pagare in sei comode rate. Finito in carcere Salvatore, nel '98,  Franco Biondo si sarebbe sobbarcato l'onere della riscossione. Avrebbe chiesto  a Corvaja l'assunzione di un guardiano notturno e cinque milioni di lire da  pagare a Pasqua e a Natale.