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Il campo dei miracoli



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(rp) La signora Enza scuote il capo al confine della porta della sua trattoria: “Vuole pesce, dottore? Mi spiace. Al mercato non si trova niente. C’era un signore che cercava la pasta con le vongole. Gli ho spiegato che sono sparite. Questa protesta ci ha messo in ginocchio”. Stessa musica al bar. Il titolare somiglia a un oste antico e cortese: “Siamo rovinati. Niente roba fresca. Siamo rovinati”. E’ il mantra. Qual è il bilancio della devastazione della Sicilia a opera di Forconi, illusionisti e autotrasportatori?

Il presidente del Consiglio, Mario Monti, ha ricordato i vincoli europei, nel famoso incontro con Raffaele Lombardo, governatore di Sicilia. Si è limitato a vaghe annotazioni. Un pezzo di qualcosa è stato portato a casa. Ma sarebbe arrivato lo stesso, per logica e diplomazia, se il presidente Lombardo fosse andato a Roma senza “scruscio” forconista incorporato. Un po’ poco per un movimento violento, infiltrato – secondo denunce ad altissimo livello – e con una carica autoreferenziale e visionaria di palingenesi totale. Né il risultato poteva essere dissimile. Se guardiamo la composizione della compagnia dell’anello che ha messo a ferro e fuoco l’isola riscontriamo la presenza di soggetti discutibili, di politicanti dell’opera da tre soldi, di gatti e di volpi, di Pinocchi in buonafede e purtroppo terribilmente sprovveduti.

Giova riflettere sul tema con maggiore lucidità, dopo i giorni della fame e della sete. Lo abbiamo fatto, ripercorriamo il cammino ora che la fase acuta delle rivendicazioni appare tramontata, sconfitta in verità dalla sua stessa indeterminatezza, dall’impossibilità di stilare un programma serio, di trasformare in sbocco una infinita sequela di rabbie, sogni dal colore inconciliabile e ricostruzioni sui massimi sistemi. Oltretutto, la protesta dei Forconi annida un cancro separatista ed egoista che la parte più irresponsabile della politica tenterà di trasformare nel denaro sonante del consenso. E' chiaro che c’è anche la cattiva politica dietro il flagello che ha procurato la scomparsa delle vongole nella trattoria della signora Enza. La stessa che diciamo di volere combattere, perché troppe volte ci ha promesso gli zecchini d’oro, per regalarci soltanto una terra vuota, da riempire di lacrime, nel campo dei miracoli.