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Palermo 2012, le consultazioni il 18 marzo

Il Pdl decide: "Sì alle primarie"
Ma adesso rischia l'isolamento



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“Non possiamo rischiare di rimanere da soli”. Nelle parole del presidente dell'Ars Francesco Cascio c'è il nodo politico emerso oggi nel corso del coordinamento regionale del Pdl, nel quale si è deciso di ricorrere alla primarie per la scelta del sindaco di Palermo. E si è fissata anche la data: 18 marzo. Più di un mese e mezzo. Quanto basta per scongiurarle, queste primarie. “Non voglio credere – ha incalzato Cascio – che mentre a livello nazionale si parla di larghe intese, oggi noi finiamo per presentarci a Palermo solo insieme a Pid, Noi Sud e a qualche movimento civico”.

Già, perché nel frattempo, l'Udc sembra aver scelto la strada dell'appoggio al candidato del Terzo polo, mentre Gianfranco Micciché oggi ha annunciato: “Mi candido. Ma da solo”.
Ognuno per conto suo, quindi. “Ma le nostre – ha precisato il coordinatore regionale del Pdl Gianfranco Castiglione – saranno primarie di coalizione. Aperte agli alleati che vorranno partecipare. Cetamente – aggiunge – troveremo un candidato che metta d'accordo i moderati”. E Micciché è un moderato? “La sua – ha spiegato Castiglione – è un'autocandidatura autorevole. Ma noi lo avremmo voluto alle primarie”. Ma non tutte le speranza sono perdute: “Per Micciché la porta è sempre aperta. Se vuole, però, deve confrontarsi con gli altri candidati”.

Perché il “casus belli” sembra essere stato proprio questo. Micciché, com'è noto, aveva espresso la sua volontà di essere candidato alla presidenza della Regione. Richiesta, al momento, caduta nel vuoto. Il leader di Grande Sud, allora, avrebbe voluto “imporre” la sua candidatura a sindaco al primo turno. Anche in questo caso, niente di fatto. “Nessuno può imporci le scelte. Ma non possiamo permetterci – ha insistito Cascio nel suo intervento al coordinamento – di perdere per strada Micciché. Sediamoci, invitiamolo a un tavolo. Parliamone, come si fa tra alleato. Senza dimenticare che presto si andrà alle elezioni regionali e anche alle politiche”. Elezioni, queste ultime, dove potrebbe essere interesse anche di Micciché riavvicinarsi al Pdl: “Le amministrative saranno un test in vista delle prossime scadenze elettorali. È chiaro che se Miccichè rompe oggi, si crea un solco tra noi e lui che sarà difficile da colmare sia alle Regionali che alle politiche. Io spero ancora – ha aggiunto – che la sua 'fuga in avanti' di oggi sia un modo per convincerci a sedere di nuovo a un tavolo e discutere, anche nel suo interesse, perché se va avanti su questa strada, Micciché rischia non solo di non fare il sindaco di Palermo o della Regione, ma di non entrare nemmeno in Parlamento, visto che ha bisogno di unirsi a un partito grosso come il nostro”.

Insomma, Cascio “apre”, e i coordinatori, a dire il vero, non chiudono (per il momento). Anche se Micciché, se vorrà, dovrà passare attraverso le primarie: “Il Pdl – ha detto Domenico Nania – sta svolgendo le primarie in tutta Italia. E bisogna rendersi conto che oggi la gente non accetterebbe più nomi calati dall'alto”. Insomma, idee un po' diverse. Ma non si può certo parlare di spaccatura: “Come sempre ho fatto – smorza Cascio – mi atterrò elle indicazioni del partito”. E il partito, come detto, ha ufficializzato le primarie. Senza troppo entusiasmo, a dire il vero. A coordinare la campagna elettorale sarà Enrico La Loggia. “Dobbiamo smetterla – ha detto quest'ultimo – di parlare di 'chi' e 'come'. Dobbiamo parlare di 'cosa' fare per Palermo”. Ma anche il “come”, in realtà, è fondamentale, almeno secondo Santi  Formica, vicepresidente dell'Ars, secondo il quale il Pdl ha peccato nella “comunicazione”: “Non siamo riusciti – ha spiegato nel suo intervento – a creare un discrimine netto tra noi e il governo regionale, quello del ribaltone, che sta provocando tanti danni alla Sicilia”. Il capogruppo in Consiglio, Giulio Tantillo, invece ha ammonito i colleghi: “Stiamo perdendo – ha detto – consenso nei territori. Dobbiamo sforzarci di trovare alleanze più ampie possibili e recuperare Grande Sud”. Riecco Micciché. “Se la sua uscita di oggi – ha detto il presidente della commissione attività produttive all'Ars Salvino Caputo – è una provocazione per spingerci a ridiscutere, va bene. Se ha davvero intenzione di candidarsi per conto suo, allora è fuori da ogni accordo”.

E in quel caso, il “candidato di punta” della coalizione potrebbe di nuovo essere Roberto Lagalla. “Certo, è un nome credibile, ma non dimentichiamo - ha precisato Caputo – che il Pdl ha una classe dirigente con diversi nomi spendibili per questo e per altre tornate elettorali”. Tra questi nomi, quello di Francesco Scoma: “Io a dire il vero – ha spiegato quest'ultimo – già due mesi fa, insieme al mio partito, avevo pianificato diversamente la mia carriera”. Una candidatura alle politiche, insomma. “Ma certamente – ha aggiunto – se il partito mi dovesse chiedere di scendere in campo, non esiterei. Ma voglio che alla fine emerga un principio: al di là dei desideri personali, deve andare avanti un progetto politico preciso. E in questo progetto andrebbe ricondotto Gianfranco Micciché”. Più lui, che l'Udc, insomma, in un'idea di alleanza più larga possibile: “L'Udc – spiega Scoma – credo che oggi ci veda più come avversari che come alleati. Loro si vogliono sostituire al Pdl”.

“L'Udc? Mi domando dove voglia andare – ha detto Cascio – visto che ha rotto col Terzo polo, dialoga col centrodestra e ammicca al centrosinistra”. Già, d'altra parte l'Udc ha già detto chiaramente di non credere nel biplarismo: “Loro – ha ricordato il capogruppo all'Ars Innocenzo Leontini – hanno confermato il disimpegno dal governo regionale e questa è una scelta assolutamente positiva. D'Alia ha respinto ogni idea di ricostituzione del vecchio centrodestra? Lo dice solo a voi giornalisti. E poi, chissà cosa può succedere da qui a poco. Come è noto, si sta lavorando alla creazione di un nuovo partito, dove credo che l'Udc possa e voglia stare”. Così come Micciché. Tutti insieme, nel grande Partito dei popolari italiani. Domani. Visto che oggi è solo sulla carta. Nel frattempo, ognuno, primarie o no, va per conto suo.