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Palermo 2012, Faraone

"Cracolici e Lumia facciano le primarie
Non andrò direttamente al primo turno"


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Davide Faraone, primarie, primarie pd, speciale palermo 2012, Palermo, Politica
Sul tavolo c’è un computer acceso, sullo schermo campeggia un countdown: mancano 26 giorni, 15 ore e qualche minuto alle primarie del centrosinistra per il comune di Palermo. Una data che si avvicina sempre di più, ma che rischia di saltare per le spaccature interne non solo alla coalizione, ma anche e soprattutto al Pd. Al tavolo, invece, c’è
Davide Faraone, sceso in campo da più di un anno e mezzo, che approfitta di una conferenza stampa convocata nel pomeriggio per mettere le cose in chiaro. “Le primarie del Pd sono previste dallo Statuto del partito, per annullarle ci vuole il 60% della direzione provinciale – dice il deputato regionale – Cracolici e Lumia si candidino in prima persona, anziché usare controfigure che finiscono con lo snaturarsi. Oltretutto, Ferrandelli è una controfigura. Il vero candidato di Lumia e Cracolici è Caterina Chinnici, che fu proposta proprio da Lumia”.

Ma Faraone va oltre: le primarie vanno fatte ma solo per il Pd e dopo andrà convocato un tavolo con tutto il centrosinistra; le primarie sono state ridotte a un referendum, quindi le si utilizzi per eliminare le ambiguità; se non dovessero farsi le primarie, non si candiderà al primo turno, “perché il mio compito non è quello di spaccare il centrosinistra”. Accanto al tavolo, su una sedia, campeggia un manifesto che risale al 4 dicembre 2011: sponsorizza i gazebo per la raccolta delle firme a sostegno delle primarie. “In tempi non sospetti – dice Faraone – avevamo preavvertito la sensazione che il centrosinistra si sarebbe trovato nella situazione in cui è oggi. Dopo dieci anni di Cammarata, il centrosinistra dovrebbe fare quel che ha fatto nel resto d’Italia: rimanere unito e celebrare le primarie. Avremmo avuto una vittoria certa. Io sono un rottamatore, ma non lo sfasciacarrozze del Pd siciliano”.

L’ex capogruppo dei democratici a Sala delle Lapidi comprende le reazioni di Orlando, Borsellino e Sel – “tirati in mezzo a una situazione ambigua, a uno scontro tutto interno al Pd” – e si dice indisponibile a dialogare con chiunque non accetti le primarie: “Non vogliamo sentire parlare di annullamenti o rinvii da nessuno – dice Faraone con un chiaro riferimento anche ai vertici romani – non dobbiamo avere paura di farle. La gente vuole sentirci parlare di rifiuti e strade pulite, non di alleanze e Terzo polo”. E sul pericolo di un “inquinamento” del voto, paventato da tanti, aggiunge: “Ad ogni voto sporco di Enzo Galioto (senatore Udc ed ex presidente Amia, ndr) contrapporremo cento voti liberi. C’è chi invece lavora per individuare il vice della Chinnici, proposta mesi fa da esponenti del mio partito. Lupo ha mantenuto l’ambiguità, non possiamo avere anche un candidato sindaco ambiguo. Ci mettano la faccia, come ho fatto io: Lumia e Cracolici non possono sottoporsi solo al voto di preferenza o alle liste bloccate. Facciamo dare ai cittadini un voto sulla politica e non sulla persona”.

Primarie ridotte al referendum Pd sull’alleanze o no col governo Lombardo: “So che è rischioso – ammette Faraone – perché potrebbe anche vincere la tesi dell’accordo col Terzo polo, ma è la democrazia. Ferrandelli candidato alle primarie del Pd? Perché no, basta che prenda la tessera del partito. Se il centrosinistra a Palermo candida un sindaco di nuova generazione, allora vinceremo. Ma qui si parla di questioni che hanno poco a che fare con la città. Non sono convinto che per vincere serva l’alleanza col Terzo polo e Galioto, che invece ci fa perdere voti”.