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Palermo, la lista

I ristoranti e l'operazione antimafia
La questura sospende o revoca le licenze



licenze revocate e sospese, Cronaca, Palermo
Sono i ristoranti dei summit di mafia. Per i titolari scatta la sospensione della licenza. Il provvedimento della Squadra amministrativa della questura ha raggiunto Franco Testaverde, titolare dell'omonimo ristorante di via Castelforte; Vincenzo Favaloro, proprietario del locale “Alla corte dei Normanni” di via Catullo, nella zona di Torretta; e Michele Di Giovanni, del ristorante “Villa Pensabene” di via Patti, allo Zen. Quest'ultimo locale ha ospitato il summit dell'8 settembre 2011 convocato da Giulio Caporrimo, reggente del mandamento di Tommaso Natale. Una riunione a cui hanno partecipato i rappresentanti dei mandamenti più influenti della città. Le immagini del vertice sono finite nelle informative del blitz Araba fenice che nel novembre scorso ha portato all'arresto di 36 persone.

Al ristorante Testaverde, invece, i presunti mafiosi si diedero appuntamento l'8 settembre 2011. Caporrimo aveva convocato per l'occasione Antonino Vitamia, Amedeo Romeo e Fabio Gambino, tutti affiliati al clan di San Lorenzo. Della terza attività commerciale, "Alla corte dei Normanni", si parla in una conversazione in cui il 22 settembre 2010 Giuseppe Serio, l'uomo che per conto del clan si occupava della gestione delle slot machines, contattava Giovanni Li Causi, gestore del bar dello stadio e anche lui arrestato, per dargli appuntamento da “pappagone”, soprannome di Vincenzo Favaloro.

Gli agenti della questura hanno inoltre segnalato i titolari di tre noti locali notturni accusati di avere organizzato serate danzanti abusive. Si tratta del Primo di via Cavour che ha ospitato uan bolgia più che una festa nell'ultimo capodanno; delle Terrazze di Cavour di via Lucifera e del Cotton Club di piazza Castelnuovo.