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Il caso di Giuseppe Gulotta

Innocente dopo 21 anni di carcere
"Quei depistaggi dei carabinieri"



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"Quello dei carabinieri non fu un errore, ma un fatto doloso che ha indotto la magistratura a sbagliare". Con queste parole l'avvocato Baldassare Lauria ha aperto stamani ad Alcamo la conferenza stampa per illustrare la sentenza di assoluzione emessa ieri - in sede di revisione - dalla Corte d'appello di Reggio Calabria nei confronti di Giuseppe Gulotta, 55 anni, che era stato condannato all'ergastolo per la strage nella casermetta di Alcamo Marina, avvenuta nella notte tra il 26 e il 27 gennaio 1976. Rispondendo alle domande dei giornalisti, il legale non ha esitato a indicare come depistatore il colonnello dei carabinieri Giuseppe Russo, assassinato a Ficuzza (PA) un anno dopo la strage, "oggi indicato - dicono gli avvocati - come un eroe dell'antimafia".

"Pretendiamo le scuse dell'Arma dei carabinieri - ha aggiunto l'avvocato Lauria - ma finora abbiamo assistito a un silenzio assordante". Per l'avvocato Pardo Cellini, che con Lauria assiste Gulotta, "questa sentenza contribuisce all'abbattimento del mito del giudicato". Giuseppe Gulotta, presente alla conferenza con la compagna e il figlio, è stato molto pacato: "Vorrei tornare ad essere l'uomo libero ch'ero 36 anni fa e dedicarmi alla famiglia e al lavoro. I miei paesani mi hanno salutato e si sono fermati a parlare con me. Prima non accadeva; mi ignoravano". E quel prima è riferito a brevi viaggi compiuti negli ultimi due anni di Alcamo, da quando è cominciato il processo di revisione. Durante la conferenza, i legali di Gulotta si sono detti pessimisti sulla possibilità di far luce sulla strage, "anche se non bisogna lasciare nulla di intentato". Lauria, in particolare, ha citato un'intervista che Walter Veltroni ha rilasciato alla trasmissione di Raitre "Che tempo che fa", in cui ha fatto riferimento a un possibile coinvolgimento di Gladio".

(Fonte ANSA)