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Palermo 2012. Massimo Costa

"Accordo con Orlando? Vinco subito"



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“Basterebbe un'idea, ma buona, da vendere a un miliardo di cinesi perché da Palermo non se ne andasse più nessuno”. Massimo Costa, atto secondo. Dopo la conferenza stampa di mercoledì scorso su “Palermo volenterosa”, oggi tocca a “Palermo ingegnosa”, la seconda lettera dell'acronimo “viva” che è lo slogan della campagna elettorale dell'ex presidente del Coni. In un comitato elettorale gremito più di supporter che di giornalisti, fra guardie del corpo, hostess e qualche consigliere comunale, Costa ha descritto i suoi progetti per rilanciare la quinta città d'Italia, non risparmiando qualche stoccatina al presidente della Regione e agli altri candidati.

“Io mi sono dimesso dal Coni Sicilia – ha detto – e sto affrontando la campagna elettorale da semplice cittadino, sarebbe bello se gli altri facessero altrettanto anziché continuare a prendere soldi pubblici. Accordo con Orlando? Io vinco a primo turno e non sono interessato a ragionare di evenienze che non ritengo possibili”. Il governo regionale, invece, è stato citato a più riprese e mai in senso positivo: “La formazione? Non abbiamo più bisogno di parrucchieri ed estetisti, dovremmo spendere diversamente i soldi. La tabella H? Soldi dati ad associazioni che nascono ieri per ricevere i contributi oggi. Palazzo d'Orleans sarebbe al fianco di Palermo? Non potrebbe non farlo, se ci sono le richieste di un popolo unito”.

Ma punte polemiche a parte, Costa ha enunciato una decina di punti programmatici che vanno dal turismo alla ricerca, passando per la comunicazione e i fondi europei. “Usare le risorse pubbliche per pagare stipendi è sbagliato, ce lo dice la storia – ha detto il candidato con tanto di slide alle spalle e microfono ad archetto – vanno cambiate le logiche coinvolgendo i privati. Palermo è una buona idea, bellissima in potenza ma manca l'organizzazione, non è un problema di risorse ma di sistema. Dobbiamo fermare la fuga dei cervelli e capire di essere in competizione col mondo intero”.

E per realizzare i progetti, sarà indispensabile creare l'Uripe, un ufficio per le relazioni internazionali e i progetti europei che faccia da “faro” agli altri assessorati e inserisca la città nelle reti internazionali. “Ci sono tanti progetti ancora non terminati – ha continuato Costa – come la metropolitana leggera, il passante ferroviario, l'anello ferroviario, i parcheggi, il sottopasso di via Perpignano, i sovrappassi. Ci sono già i finanziamenti, ma dobbiamo gestirli. Useremo le intelligenze del comune e se non ci sono le formeremo: i dipendenti devono diventare dei 'venditori' per acquisire fette di mercato come fa la Svizzera con il Nord Italia”. Poi è la volta del polo congressuale: “Ci vuole un mega centro congressi, quando ero presidente del Coni non potevo nemmeno organizzare un convegno. Abbiamo un'economia dopata, clientelare, malata, non studiamo numeri e statistiche, gli assessorati regionali fanno studi che niente hanno a che fare con la realtà”.

Per il commercio e l'artigianato, Costa prevede diminuzione della burocrazia, sportelli telematici dedicati, esenzioni in cambio di investimenti privati sul decoro urbano. Il turismo, invece, sarà l'arma vincente ma “i nostri tassisti non possono non conoscere le lingue straniere, così come gli altri operatori. Faremo dei corsi gratuiti apposta per loro. E infine un polo di ricerca internazionale finanziato vendendo gli asset “sani” del comune come la Gesap e un'illuminazione pubblica alimentata con energie rinnovabili, un centro di produzione di biogas e edifici pubblici alimentati con pannelli fotovoltaici.