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Ecco chi sono gli uomini
e le donne della Gesip



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C'è chi si sveglia alle cinque meno venti del mattino, chi sta in ufficio, chi si occupa di inumazioni al cimitero e chi invece di verde pubblico, ma tutti i dipendenti della Gesip sembrano accomunati dalla voglia di smentire le voci che li vogliono fannulloni e inefficienti. "Io sono a capo di una squadra di quattro persone che si occupa del verde della settima circoscrizione - racconta Rosario Tumminia, 52 anni, ex componente delle cooperative storiche poi transitato in azienda nel 2001 - timbriamo alle 7 del mattino al centro di Partanna, aspettiamo l'ordine di servizio per iscritto e poi partiamo, rientrando alle 15.10. Noi amiamo il nostro lavoro e lo facciamo bene, con professionalità". Attività che d'inverno, a seconda delle condizioni atmosferiche, può subire degli intoppi, ma il vero problema è un altro. "Siamo arrivati al punto di ripararci da solo gli attrezzi - continua Tumminia - ci sono siti dove gli operai non hanno nemmeno le scope, mi spiace vedere nella mia zona il verde ridotto a una specie di foresta. Noi ci mettiamo impegno e passione, ma non siamo mai stati valorizzati". Rosario prende mille euro al mese, appena 40 in più delle persone che coordina, e ogni giorno rende conto non solo del mezzo di cui è responsabile ma anche della benzina consumata. "Siamo molto amareggiati - conclude - perché in molti generalizzano: in ogni famiglia c'è qualche pecora nera, ma sono eccezioni su 1.800 dipendenti. Noi siamo persone serie".

Gioacchino D'Acquisto, invece, è il custode del centro territoriale di Partanna. 50 anni, ex lsu. Si sveglia ogni mattina alle 4.40 e apre il centro alle 5.30 in estate e alle 6.30 in inverno. "Faccio uscire i furgoni - racconta D'Acquisto - controllo i mezzi, prendo appena 1100 euro al mese pur avendo a carico cinque persone e avendo debiti da pagare". E' considerato dai colleghi una persona affidabilissima, di lui dicono che non ritardi mai un minuto e che sia sempre presente. "Io ci tengo al mio lavoro, sono sempre stato così: ho bisogno di lavorare, facciamo le mie otto ore con piacere".

Ma la Gesip si occupa anche delle esumazioni e delle inumazioni presso il cimitero dei Rotoli. Aldo Riccobono, 53 anni, è a capo di una squadra di 12 operai che lavorano sui campi temporanei, con le sepolture a terra che durano circa sei anni. "Io non vengo dagli lsu - dice Riccobono - io lavoravo per una ditta privata che operava nel campo del metano. Ero in mobilità ed è stato il comune a chiamarmi, non io a chiedere". Aldo lavora 6 ore e 40 minuti al giorno per 1200 euro al mese, "ma per il lavoro che faccio, che non è certo piacevole o leggero, dovrei prendere di più. Il problema dei Rotoli è la mancanza di spazio, ormai il cimitero è troppo piccolo".

E poi c'è chi svolge un lavoro amministrativo, come Daniela Lorenzini, 38 anni, ex lsu presso le attività sociali del comune. "Mi occupo del settore del verde - ci dice - prendo servizio alle 7 e stacco alle 15.10 dal lunedì al venerdì, per 1300 euro al mese, essendo un sesto livello. Svolgo il mio lavoro con dedizione e serietà e grazie al mio stipendio ho comprato l'auto e acceso un mutuo. Ma con queste voci che circolano, non riesco a essere serena".