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Lombardo, le reazioni dell'opposizione

Il centrodestra: che dicono Lumia
e i magistrati in giunta?



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L'opposizione di centrodestra ribadisce l'intento di procedere alla mozione di sfiducia, a prescindere dall'imputazione coatta per il presidente della Regione. In merito alla quale, però,
non risparmia stoccate alla maggioranza che sostiene Raffaele Lombardo: “Ho sempre avuto dubbi sullo sbandierato rigore politico di personaggi come Antonello Cracolici, Beppe Lumia, Carmelo Briguglio e Fabio Granata – osserva caustico Rudy Maira, capogruppo del Pid – Cantiere Popolare all’Assemblea regionale siciliana -, e ferma restando la presunzione di innocenza che vale anche per Raffaele Lombardo, mi piacerebbe sapere qual è la loro valutazione politica o se v’è disappunto in merito alla vicenda del governatore Lombardo alla luce degli sviluppi odierni, atteso che gli stessi si sono sempre prodotti in roboanti dichiarazioni giustizialiste in casi analoghi”.
In una nota congiunta dei tre capigruppo di Pdl, Pid e Grande Sud, Innocenzo Leontini, Titti Bufardeci e Rudy Maira, si parla di “maggioranza allo sbando”, sottolineando i ritardi che si accumulano sul bilancio. “Fallimento politico e di governo: questa è la nostra imputazione... coatta – scrivono i tre -. La mozione di sfiducia è l’unico strumento di chiarezza. Se si approveranno il Bilancio e Finanziaria, l’appuntamento con la sfiducia è anch’esso coatto. Vedremo fino a che punto arriverà il vergognoso e appiattito garantismo politico del Pd e degli altri partiti della maggioranza. Le novità del versante giudiziario, sebbene pesanti e inquietanti, non modificano le nostre posizioni garantiste che oggi su Lombardo, ieri e domani su chicchessia, sono alla base dello stato di diritto. Certo, siamo pensierosi della difficile posizione dei magistrati e degli ex prefetti che sono in Giunta di Governo – osservano con un filo di perfidia Lentini, Maira e Bufardeci - . A loro non piace respirare aria più pura. Tra le verità di Lombardo e quelle dei loro colleghi magistrati, scelgono in anticipo. Per pregiudizio, anch’esso coatto”.

"L'imputazione coatta per il presidente della Regione Raffaele Lombardo, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa, getta un'ombra inquietante sulla politica siciliana - dice Carolina Varchi, dirigente nazionale di Giovane Italia, il movimento giovanile del Pdl -. Pur essendo lontani da logiche giustizialiste ci chiediamo come Futuro Libertà possa ancora sostenere il governatore. Pochi giorni fa il partito di Fini ha presentato un codice etico che impone l'esclusione dalle proprie liste di politici anche solo rinviati a giudizio per reati gravi. E' evidente che questi principi non sono conformi al sostegno di un Presidente sui cui gravano accuse di mafia".

"Sulla vicenda che riguarda il presidente della Regione Siciliana Raffaele Lombardo - essendo garantisti nel dna - in questo momento non intendiamo infierire più di tanto. Certamente per la Sicilia è un'autentica mazzata", commentano i coordinatori del Pdl palermitano Francesco Scoma e Gianpiero Cannella. "oggi ci preme conoscere - aggiungono - la posizione di taluni esponenti - garantisti dell'ultim'ora, magistrati, ex uomini delle istituzioni, autorevoli esponenti dell'antimafia senza se e senza ma". "Siamo anche curiosi di sapere quando - concludono - il candidato sindaco di Fli ed Mpa a Palermo si presenterà in pubblico con il suo più grande e prestigioso sponsor, il presidente della Regione. Lo scopriremo, forse, quando (e se) ritroveranno la parola. Nel frattempo la Sicilia affonda"