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Parla l'assessore alla Sanità

Massimo Russo: "Più coraggioso restare
piuttosto che andare via"



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Il primo assessore a uscire allo scoperto è Massimo Russo. Che sceglie la linea dell'attesa. "E' necessario attendere la decisione giurisdizionale - scrive in una nota l'assessore-pm -. Personalmente, sono convinto che Lombardo in quella sede dimostrerà l'infondatezza delle accuse. Per queste ragioni, pur provando grande dispiacere per tutta questa vicenda, continuo ad essere sereno. In certi momenti ci vuole più coraggio a rimanere piuttosto che andare via".

Anche perché, secondo Russo, Lombardo non può che essere estraneo ai fatti. "Sono stato e sono testimone, e in parte protagonista, in questi quattro anni delle attività di un governo regionale che ha disarticolato un sistema di potere che nel passato ha fatto certamente comodo alla mafia - spiega l'assessore alla Sanità -. Con fatti concreti e non a parole, il governo presieduto da Raffaele Lombardo ha fatto vera azione antimafia. Proprio per queste certezze, mi viene difficile, se non impossibile, pensare di avere lavorato al fianco di una persona che avrebbe favorito la mafia".

Per Russo, quella che stanno affrontando i suoi ex colleghi catanesi, ai quali esprime "pieno rispetto", è "una vicenda complessa e molto delicata sotto tanti aspetti, in cui le ragioni ribadite più d'una volta dai pubblici ministeri non sono state condivise dal gip che ha disposto l'imputazione coattiva del Presidente Lombardo, ritenendo evidentemente che su quegli elementi ci debba essere una pronuncia del giudice". L'assessore, quindi, invita "il presidente Lombardo a proseguire la sua azione di riforma con la serietà di sempre e ulteriore senso di responsabilità".