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Congresso Udc

Casini sempre più distante da Lombardo
"Le nostre strade restano divise"


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gianpiero d'alia, massimo costa, pierferdinando casini, Politica
(video di Martina Miliani) "L'Udc in Sicilia ha fatto una scelta non comune uscendo dal governo regionale. Le nostre strade rimangono divise, sia chiaro". Pierferdinando Casini saluta così la stagione dell'alleanza con Raffaele Lombardo, benedice la scelta di Gianpiero D'Alia di passare all'opposizione e lancia Massimo Costa verso Palazzo delle Aquile. A Palermo per il congresso regionale del partito,
che incorona segretario un emozionatissimo D'Alia, a cui scappa la lacrima prima di cominciare il suo speech, Casini ribadisce il progetto di un nuovo partito che superi l'Udc, un partito che sappia “riappacificare gli italiani”, superando gli schemi di destra, centro e sinistra.
Nessun rimpianto per l'uscita dalla maggioranza di governo, anzi. D'Alia ringrazia Andrea Piraino, seduto in prima fila, per il suo passo indietro: "Sarebbe stato più comodo restare in giunta - ha detto - ma noi siamo vicini a quanti si preoccupano della prospettiva di questa regione, che ha bisogno di interventi strutturali che non si vogliono fare".
La platea applaude convinta, qui di Lombardo non si vuol proprio sentire parlare. All'imputazione coatta per mafia nessuno fa cenno, questo è pur sempre il partito che candidò Totò Cuffaro alla presidenza della Regione nel bel mezzo del suo processo per favoreggiamento aggravato. Erano altri tempi, certo. Oggi il grosso dei cuffariani non c'è più (ma in prima fila ecco un sorridente Nino Dina seduto accanto a Enzo Galioto: applaudono entrambi i proclami di discontinuità che partono dal palco quando si parla di Palermo), e il partito è sopravvissuto alla fuoriuscita di Saverio Romano e gli altri. Non era scontato. Casini lo sottolinea, ringraziando il gruppo parlamentare dell'Ars: “Hanno cercato di far sparire dalla Sicilia il nostro partito, ma la vita è lunga e consente di fare emergere i valori”.
In platea i candidati sindaco, da Giulia Adamo a Marzo Zambuto. Sul palco, con Casini e D'Alia, un Massimo Costa molto a suo agio. D'altronde, la sua avventura da candidato cominciò proprio dall'investitura del Pier. “Io sono uno di voi”, conclude fra gli applausi il suo intervento il giovane candidato, che non rinuncia a una stoccata a Lombardo: “Qualcuno si è tirato indietro dimostrando che forse non era in buona fede”.
Per il resto, tante gocce di Udc-pensiero, difesa a spada tratta della grande coalizione che sostiene Monti (con elogi di Casini a Bersani e Alfano), uno sguardo al futuro “in cui niente sarà più come prima”, un accenno all'alleanza col Pdl a Palermo: “Non abbiamo complessi, né sindromi di vedovanza dell'antiberlusconismo”, dice Casini. Avanti tutta con Costa: “Massimo ha dimostrato di avere gli attributi – commenta D'Alia – perché non si è fatto mettere il guinzaglio al collo da nessuno, proprio come noi”.