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Si chiama Nicola Russo

Caso primarie, indagato
un impiegato del Comune



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Si chiama Nicola Russo l'impiegato del Comune di Palermo finto sotto inchiesta a Palermo. Si tratta dell'addetto all'ufficio elettorale che ha rilasciato i duplicati dei certificati elettorali trovati a due rappresentanti di lista di Fabrizio Ferrandelli, il vincitore delle primarie del centrosinistra. L'inchiesta è quella sui presunti brogli durante la consultazione popolare per scegliere il candidato a sindaco.

Il dipendente di palazzo delle Aquile, indagato per falso, è stato interrogato dai pubblici ministeri Ennio Petrigni e Gianluca De Leo, coordinati dall’aggiunto Maurizio Scalia.

Francesca Trapani e Maurizio Sulli, così si chiamano i rappresentanti di lista di Ferrandelli, furono trovati in possesso di 60 duplicati di certificati e di una serie di deleghe per il loro ritiro. Tutte in bianco e prive di motivazioni. La legge stabilisce che i duplicati possano essere richiesti solo in caso di denuncia di smarrimento o furto degli originali e rilasciati solo ai familiari dei titolari. Requisiti che non sarebbero stati rispettati nel caso dei certificati utilizzati per votare nel seggio allestito allo Zen. Agli investigatori il funzionario indagato avrebbe risposto che si sarebbe limitato a seguire una prassi diffusa.

Parole che non hanno convinto i pm. Specie quando l'impiegato ha raccontato della recente circolare in cui il commissario Luisa Latella ha puntualizzato le regole per il rilascio dei certificati. "Una prassi?, allora ci indichi altre circostane e candidati con cui e' stato fatto in precedenza?", hanno chiesto i pm a Russo. Risposta: "Non ricordo". I sessanta certificati incriminati risultano rilasciati in una sola mattinata.