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Processo Mori

I pm chiedono nuovi testi,
anche la vedova Borsellino


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alessandra camassa, antonio subranni, Domenico Di Petrillo, gaspare mutolo, Nicola Cristella, processo mori, vedova borsellino, Cronaca, Palermo
Rischiano di allungarsi i tempi del processo al generale dei carabinieri Mario Mori, imputato, a Palermo, di favoreggiamento alla mafia. I pm che sostengono l'accusa, Nino Di Matteo e Antonio Ingroia, hanno chiesto nuove citazioni testimoniali. Sul banco dei testi, se i giudici della quarta sezione del tribunale li ammetteranno, saliranno la vedova del giudice Paolo Borsellino, Agnese Piraino, il magistrato Alessandra Camassa, che fu sostituto procuratore a Marsala quando Borsellino era procuratore, il pentito Gaspare Mutolo, il tenente colonnello Domenico Di Petrillo, il figlio del maresciallo Antonio Guazzelli, Riccardo, il generale Antonio Subranni, ex capo del Ros, l'ex capo scorta del numero due del Dap Francesco Di Maggio, Nicola Cristella, la giornalista del "Fatto quotidiano" Sandra Amurri. I pm hanno chiesto anche due confronti: tra l'ex Guardasigilli Claudio Martelli e l'ex ministro dell'Interno Nicola Mancino e tra l'ex ministro degli Esteri Enzo Scotti e lo stesso Mancino. Sulle richieste istruttorie il legale di Mori, Basilio Milio, si pronuncerà dopo i depositi dei verbali di interrogatorio resi dai potenziali testi. Poi la parola passerà al tribunale che dovrà decidere sulle ammissioni.

La vedova Borsellino, in particolare, potrebbe essere chiamata a raccontare quanto già detto ai pm di Caltanissetta sulle confidenza ricevute dal marito prima del suo assassinio a proposito dell'esistenza di una trattativa tra pezzi infedeli dello Stato e la mafia e sul generale Antonio Subranni che, secondo quanto riferisce la Piraino riportando le parole del giudice, sarebbe stato "puniciuto" (affiliato a Cosa nostra, ndr). Il processo è stato rinviato al 20 aprile.